Cinema. Il lupo e il leone

Nell’immaginario letterario il lupo e il leone sono sempre stati il primo il simbolo della fame insaziabile e vorace, della trasgressione dei divieti, della tentazione e della seduzione pericolosa, il secondo il simbolo della forza, del coraggio e del potere.

Entrambi rappresentano l’istinto e sono i due animali più rappresentati nelle tradizioni popolari e letterarie di diversi Paesi, e in particolar modo di quella italiana.

La lupa e il leone sono due delle tre fiere che ostacolano il cammino di Dante verso la salvezza nella “Divina Commedia”, dove la lupa è l’allegoria della cupidigia e dell’avarizia senonché della Chiesa, mentre il leone è l’allegoria della superbia o della Casa di Francia.

Per il Machiavelli, la figura del leone deve essere fonte di ispirazione per il principe che deve ponderare quando usare la violenza per la sopravvivenza dello Stato.

Il lupo e il leone sono anche i protagonisti di una favola di Esopo, la morale della quale è che i ladri (il lupo) e i prepotenti (il leone) quando sono in difficoltà si mangiano a vicenda.

Malgrado nell’immaginario letterario il lupo e il leone hanno sempre, o quasi, simboleggiato dei valori negativi, a riscattare la loro immagine è il film di Gilles De Maistre, intitolato “Il lupo e il leone”, nelle sale cinematografiche italiane dal 20 gennaio.

Ne “Il lupo e il leone” è narrata la storia di una famiglia molto particolare, in cui c’è una studentessa di nome Alma, destinata a un fantastico futuro nel mondo della musica. Qualcosa di funesto avviene all’improvviso nella vita di Alma, la morte del nonno, che la richiama tra i boschi canadesi dove è cresciuta. Alma si ritrova all’improvviso due cuccioli, uno di lupo, portatole misteriosamente in casa da una lupa bianca, e l’altro di leone, salvatosi dall’atterraggio di emergenza di un aereo. I due cuccioli si chiamano rispettivamente Mozart e Dreamer.

Ne “Il lupo e il leone” si assiste alla spettacolarità della natura con un sorprendente aspetto intimo e sentimentale, espresso attraverso il legame fortissimo che si instaura tra i due diversi cuccioli. Spetterà ad Alma l’arduo compito di proteggerli dalla cupidigia e dalla violenza dell’uomo.

L’immagine che viene offerta di questi due magnifici animali, capovolge per certi versi quella tramandata dalla tradizione letteraria. Mozart, ad esempio, pur essendo un lupo è come se rappresentasse l’attaccamento alla famiglia e ha la capacità di fare gruppo, di stare insieme, di essere leale verso gli altri e di essere sociale. Il vero animale è l’uomo che ha pregiudizi nei confronti degli animali.

Avventure e peripezie di ogni genere non riusciranno a spezzare questo legame che è il simbolo della società che ritrova se stessa nel cuore di madre Natura.

“Il lupo e il leone” sono proiettati presso il Cinema Multisala Ciak di Agrigento dal 20 gennaio. Orario degli spettacoli 18.30 / 20:30.