«Da mesi Legacoop Agroalimentare e Pesca segue con forte preoccupazione il progressivo deterioramento delle condizioni economiche in cui operano le nostre imprese agricole, agroalimentari e della pesca. L’aumento dei costi dei carburanti e dell’energia sta determinando una pressione sempre più difficile da sostenere lungo tutta la filiera, mettendo a rischio la tenuta economica di imprese che rappresentano una componente fondamentale dell’economia siciliana». È quanto sottolinea Legacoop Agroalimentare e Pesca Sicilia, a firma del responsabile regionale Domenico Pistone che da tempo ha avviato un’interlocuzione coni Governi nazionale e regionale per chiedere interventi concreti capaci di contenere l’impatto dell’aumento dei costi energetici e dei carburanti sulle imprese del comparto.
«La situazione internazionale e le tensioni che interessano gli approvvigionamenti energetici – prosegue Legacoop – hanno prodotto conseguenze dirette sui costi di produzione, di trasformazione, di trasporto e di commercializzazione. Per imprese agricole, cooperative agroalimentari e operatori della pesca, il carburante non rappresenta un costo accessorio, ma un fattore essenziale per poter lavorare. «Abbiamo già sottoposto ai Governi nazionale e regionale diverse proposte – sottolinea l’organizzazione – e continueremo a lavorare perché vengano individuati strumenti realmente accessibili alle imprese, evitando interventi frammentari o eccessivamente burocratici. Legacoop guarda anche alle iniziative di protesta che stanno interessando il territorio siciliano.
«Comprendiamo le difficoltà e le ragioni di chi oggi manifesta il proprio disagio. Ma proprio perché conosciamo da vicino le difficoltà delle imprese e dei lavoratori, riteniamo necessario dirlo con chiarezza: i blocchi stradali e le iniziative che rischiano di paralizzare ampie porzioni della Sicilia devono essere stigmatizzati». «La Sicilia – aggiunge Legacoop – sconta da decenni una grave povertà infrastrutturale. Bloccare ulteriormente la mobilità delle persone e delle merci significa rischiare di produrre un danno aggiuntivo proprio a quelle imprese, a quei lavoratori e a quelle famiglie che si intendono tutelare. Un territorio già penalizzato dalla fragilità dei collegamenti non può permettersi di vedere compromessi ulteriormente la logistica, la distribuzione e la possibilità delle imprese di raggiungere mercati e fornitori».
Per Legacoop, la risposta alle difficoltà deve essere costruita attraverso il confronto con le istituzioni. «La cooperazione è, per sua stessa natura, un modello fondato sulla partecipazione democratica, sulla responsabilità e sul confronto. È questo il metodo che riteniamo necessario anche oggi: confrontarsi con le istituzioni, qualunque sia la loro provenienza politica, portando proposte concrete e rappresentando con chiarezza le esigenze delle imprese e dei lavoratori».
«In un momento così delicato per famiglie, imprese e lavoratori – continua Legacoop – la sterile contrapposizione deve lasciare spazio al confronto e alla proposta. «La strumentalità di alcune iniziative – conclude Legacoop Agroalimentare e Pesca – rischia di danneggiare proprio il diritto delle imprese e dei lavoratori a continuare a operare, produrre e lavorare. Noi non intendiamo sottrarci al confronto e non intendiamo ignorare il disagio che attraversa il comparto. Al contrario, Legacoop ha già presentato diverse proposte ai Governi nazionale e regionale ed è pronta, ancora una volta, a fare proprie le ragioni di chi sta vivendo un momento difficile». «Oggi più che mai – conclude Legacoop – servono responsabilità, capacità di ascolto e concretezza. Non basta denunciare il problema: occorre costruire insieme le soluzioni. È questo il contributo che la cooperazione intende continuare a dare alla Sicilia, alle sue imprese, ai suoi lavoratori e alle sue famiglie».
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