C’è tutta l’emozione di una stagione vissuta chilometro dopo chilometro nelle parole di Maurizio Capraro, uno dei dirigenti che più da vicino ha accompagnato il cammino dell’Akragas verso il ritorno in Eccellenza.
A Petralia Soprana, al termine della vittoria contro il Valderice che ha consegnato ai biancazzurri la promozione, Capraro si lascia andare a una riflessione che sa di liberazione dopo mesi di sacrifici, trasferte e lavoro lontano dall’Esseneto.
«Oggi ha vinto Agrigento, ha vinto l’Akragas e ha vinto questa società biancazzurra che dal 4 agosto ha creduto nel progetto. Siamo arrivati fino al 31 maggio realizzando qualcosa che un anno fa sembrava impensabile. Non dobbiamo dimenticare che fino al 31 luglio scorso non esisteva nulla».
Parole che raccontano meglio di qualsiasi classifica la portata dell’impresa compiuta dalla società guidata dal presidente Salvatore La Porta. Una realtà nata praticamente da zero e capace, nel giro di pochi mesi, di riportare l’Akragas in una categoria più consona alla sua storia.
«Questa vittoria me la godo tutta. Sapete che durante l’anno parlo poco, ma oggi sento il dovere di dire tante cose. Innanzitutto grazie a una società umile, fatta da persone perbene. Abbiamo un presidente che non ci ha fatto mancare nulla dal primo all’ultimo giorno. È una persona equilibrata, pacata, con grandi risorse umane e professionali. Quando si lavora in sintonia e in armonia i risultati arrivano».
Capraro ha poi voluto condividere il successo con tutto il gruppo di lavoro che ha accompagnato la squadra durante la stagione.
«Me la voglio godere insieme a questo straordinario gruppo. Dai ragazzi all’allenatore, passando per tutto lo staff. Oggi finalmente Agrigento può festeggiare davanti a una tribuna completamente biancazzurra. Dopo tante delusioni e tante finali perse, questa volta la festa è nostra».
Nel momento più emozionante dell’intervento arriva però il ricordo di una persona che ha accompagnato per anni il percorso dell’Akragas e dello stesso dirigente.
«Oggi mancava qualcuno. Mancava una parte importante della nostra storia, una persona che è stata sempre accanto a me. Questa vittoria la dedico prima di tutto a mio fratello Ciccio Nobile».
Un pensiero che commuove e che rende ancora più speciale una giornata già storica per i colori biancazzurri.
Guardando al futuro, Capraro non nasconde l’ottimismo. Secondo lui l’Akragas ha finalmente trovato stabilità e una struttura solida su cui costruire i prossimi anni.
«Ho vissuto tante esperienze nel calcio e credo che questa sia davvero la volta buona. Questa società ragiona con una mentalità aziendale, non spreca denaro e presta attenzione ai dettagli. Dal presidente Salvatore La Porta a Salvo Falzone, dall’avvocato Giancarlo Rosato a tutte le persone che lavorano dietro le quinte. Sono persone serie che si prendono cura di ogni particolare».
Infine lo sguardo corre all’Esseneto, pronto a riaprire le porte ai biancazzurri con le nuove torri faro e gli interventi di riqualificazione.
«Finalmente ritroveremo la nostra casa. L’Esseneto ci è mancato tantissimo e sarà il punto di partenza per il futuro. Oggi posso dirlo con convinzione: l’Akragas è nelle mani giuste e ci sono tutte le condizioni per continuare a crescere».
La festa può cominciare. Agrigento ritrova l’Eccellenza e, soprattutto, ritrova la speranza di poter guardare avanti con ambizione.
Fregapane fa esplodere la festa: Akragas batte il Valderice e vola in Eccellenza
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