Bivacchi notturni, dormitori improvvisati sui marciapiedi e continue lamentele nel cuore della notte. È ormai un clima di esasperazione quello che si respira in via Francesco Crispi ad Agrigento, da parte di cittadini e gestori delle strutture ricettive. La situazione è diventata talmente insostenibile da spingere, in diversi casi, i residenti a comporre il 112, richiedendo l’intervento urgente delle forze dell’ordine per ripristinare il decoro e la quiete pubblica.
All’origine del problema c’è l’attesa estenuante a cui sono sottoposti decine e decine di immigrati che hanno la necessità di rinnovare il proprio permesso di soggiorno. Per garantirsi l’accesso agli sportelli dell’Ufficio Immigrazione ed evitare di rimanere esclusi, l’attesa comincia già la sera precedente e prosegue per tutta la notte, molte ore prima dell’apertura ufficiale degli uffici.
Nei pressi della caserma Anghelone lo scenario è ormai degradato. Numerosi stranieri si accampano regolarmente lungo la strada, sdraiandosi sui marciapiedi e dormendo a ridosso dei portoni e sotto le finestre delle abitazioni private. Una routine quotidiana che compromette la vivibilità del quartiere e penalizza fortemente le attività ricettive della zona, i cui ospiti si trovano a dover fare i conti con schiamazzi e disagi notturni.
Da registrare anche una nota a firma di Mario Pardo indirizzata al Sindaco, Questore e Prefetto di Agrigento. “Aapprendiamo che davanti gli uffici della Questura di Agrigento siti in Via Francesco Crispi, si concentrano spesso decine di immigrati in attesa di essere ricevuti dagli uffici preposti per il disbrigo delle pratiche relative al loro stato, presumo visti e roba del genere – si legge -. Per assicurarsi un turno conveniente molte delle persone interessate stazionano davanti gli uffici della Questura per molte ore in condizioni di totale disagio, considerato che non ci sono panchine o strutture adeguate ad assicurare un certo decoro ed evitare appunto i prevedibili disagi”.
“Ciò premesso – conclude Pardo -, con la presente Vi comunichiamo di essere disponibili ad attrezzare un’area adeguata per posizione, spazi e arredi al fine di rendere più sopportabili le lunghe attese degli immigrati che sono probabilmente all’origine di qualche incomprensione dovuta al comprensibile nervosismo e restituire così il decoro alla zona dove peraltro risiedo”..
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