Bibbirria, Sciabarrà a valanga su Sodano: «Io ho una foto con Nino D’Angelo, ma non parlo napoletano»
«Ho visto la foto che ha fatto con Macron. Io ho una foto con Nino D’Angelo, ma non per questo parlo napoletano». La battuta è di Cesare Sciabarrà e arriva durante l’ultima puntata di Bibbirria Podcast, con ospite, tra gli altri, l’assessore comunale Mariuccia Miccichè. Una puntata nella quale il conduttore non ha risparmiato critiche al sindaco Michele Sodano e alle scelte compiute nei primi cento giorni della nuova amministrazione.
Il punto di partenza è proprio la missione del sindaco a New York, dove Sodano partecipa al 4th Climate Mobility Summit e dove ha incontrato anche il presidente francese Emmanuel Macron.
Sciabarrà punta il dito soprattutto sulla comunicazione che ha preceduto la trasferta: «Il viaggio a New York arriva all’improvviso e molti non sanno esattamente cosa sia andato a fare Michele Sodano. Io ho dovuto fare delle ricerche personali per comprendere cosa fosse. Prima avrei informato la città e poi probabilmente sarei partito, magari avrei rinviato di un anno questa partenza».
Ma il conduttore di Bibbirria non si ferma alla trasferta americana. Nel corso della puntata mette in fila una serie di questioni che, a suo giudizio, restano aperte: dalla mancata nomina del nuovo vicesindaco alla definizione di alcune figure importanti nell’organizzazione comunale, fino alle scelte sulla governance della Fondazione Teatro Pirandello.
Tra i temi sollevati ci sono anche la mancata definizione del capo di gabinetto e la questione del nuovo segretario generale, mentre continua a svolgere l’incarico il segretario nominato durante la precedente amministrazione, guidata da Francesco Miccichè.
Particolarmente netta la posizione sulla vacanza della carica lasciata da Giovanni Crosta: «Se vai a New York non puoi lasciare la città senza un vicesindaco».
Il confronto si sposta poi sulle condizioni della città. Sciabarrà cita San Leone, sostenendo che durante l’estate siano rimaste irrisolte diverse criticità e situazioni di pericolo evidenti, sulle quali l’amministrazione non sarebbe intervenuta.
Poi la lente si sposta sulla zona dove perse la vita l’istruttore di tennis Marco Chiaramonti. «Non è possibile non avere agito per ripristinare quella buca. Ci sono ancora transenne non a norma con il Codice della strada», incalza il conduttore.
L’assessore Miccichè sorride e replica accennando a una possibile soluzione: «Abbiamo un’idea di cui adesso non posso parlare, ma ne abbiamo discusso».
Una risposta che provoca l’immediata replica di Sciabarrà: «Peggio ancora. Se avete un’idea e lasciate quella buca piena d’erba, così non si fa».
Il tono delle critiche sorprende perfino la stessa Mariuccia Miccichè, che, rivolgendosi al conduttore, si dice sorpresa di averlo avuto “contro”, lasciando intendere di non aspettarsi un trattamento così severo.
Nel corso della puntata si parla inevitabilmente anche del caso Giovanni Crosta. «Si è dimesso – afferma Miccichè – ma mi auguro che torni e lo aspettiamo».
Sciabarrà non ci sta e replica con una lettura politica molto diversa: «Smettiamo di prenderci in giro. Crosta è andato via dopo il video di La Vardera e Sodano ha dovuto scegliere tra Controcorrente e Crosta».
Una puntata, insomma, particolarmente vivace, che fa il paio con quella di qualche giorno fa, nella quale erano ospiti Giampiero Carta, William Giacalone e l’avvocato Salvatore Pennica e durante la quale non erano mancate altre critiche all’operato dei primi cento giorni dell’amministrazione Sodano.
Intanto Michele Sodano è a New York, dove partecipa al 4th Climate Mobility Summit, appuntamento internazionale dedicato agli effetti dei cambiamenti climatici e, tra gli altri temi, alle conseguenze per le città costiere. Il Summit è in programma dal 22 al 24 settembre e il sindaco ha fatto sapere che la trasferta non comporta oneri per le casse comunali.
Ed è proprio sulla durata del viaggio che si apre un altro elemento destinato a far discutere. Secondo quanto riferito, infatti, la permanenza di Sodano negli Stati Uniti dovrebbe durare complessivamente circa quindici giorni, a fronte di un appuntamento internazionale concentrato nell’arco di tre giornate.
Una differenza temporale significativa, soprattutto perché la trasferta arriva in una fase delicata per l’amministrazione.


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