Benedizione degli Oli Sacri, in Cattedrale convocato tutto il Clero

Due date 9 e 22  maggio che per gli agrigentini tutti, e forse non solo, saranno considerate  davvero assai importanti e significative, se non proprio storiche come invece c’è pure da poter pensare. Si tratta delle date indicate nel titolo, due date  su cui, si incomincia  a concentrarsi  davvero l’attenzione,; per la seconda magari a partire soprattutto da ieri, quando da parte della Curia è stato  diffuso il Comunicato che proprio  sabato,  22 maggio nella Cattedrale è stato convocato tutto il Clero per la benedizione degli Oli Sacri, che,  a causa della pandemia-coronavirus in corso, non è stato possibile benedire, come di norma, il  1° aprile scorso, Giovedì Santo. La prima data, quella del nove maggio,  ormai prossima, come da tempo è noto, è quella fissata per la beatificazione  di un figlio di questa nostra terra agrigentina, il giudice canicattinese Rosario Angelo Livatino, martire della  giustizia ed indirettamente della fede.

Tutto il Clero ed una larga rappresentanza del popolo di Dio nella prima e nella seconda data si ritroveranno in Cattedrale.  Il 9 maggio, come ormai noto, per la beatificazione di Livatino. E per un mandato speciale ricevuto dal Papa, a presiedere la celebrazione sarà il Cardinale arcivescovo Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Nella seconda data, quella del 22 maggio, sabato, festa liturgica di S. Rita,  a poco meno di due settimane, ancora una solenne assemblea liturgica in Cattedrale per la benedizione degli Oli Santi (Olio degli infermi e sacro Crisma), presieduta invece dal nostro Pastore, l’arcivescovo-metropolita Card. Don Franco Montenegro.  Che  in  quel giorno festeggia il suo 75mo genetliaco.

A nessuno sfugge che questa data per una cerimonia così importante dal punto di vista ecclesiale, sia stata appositamente scelta, perché anche l’altra ricorrenza, cioè quella che riguarda il Pastore della Chiesa agrigentina,  non è da meno. Un genetliaco particolare quello di quest’anno per don Franco che  perciò meritava davvero di essere sottolineato, abbinandolo alla benedizione degli Oli sacri, necessari per l’amministrazione di quei sacramenti che interessano direttamente il servizio e la crescita della Comunità ecclesiale, come il Battesimo, la Cresima e l’Ordine, per i quali tanto, da buon pastore,  don Franco si è sempre interessato in questi 12 anni di servizio alla Chiesa Agrigentina.

Don Franco che  adesso compiendo 75 anni, – come si sa bene  –  è un’età particolare, dato che  il Codice di Diritto Canonico consiglia a tutti nella Chiesa, ed in Particolare ai Vescovi ed ai Parroci, di rimettere il mandato degli incarichi pastorali, presentando formalmente le dimissioni in attesa delle  disposizioni da parte di chi queste  dimissioni riceve.

Come è noto per i Vescovi a decidere è il Papa, e per i Parroci è il Vescovo. Il nostro don Franco allora, in quel giorno, 22 maggio p.v.,  ricevendo gli auguri e la preghiera di tutto il popolo di Dio, unitamente  ai sentimenti di profonda gratitudine per il servizio  svolto, ringrazierà,  assieme a tutti,   il Signore per il traguardo raggiunto,  formalizzando le dimissioni, e rimanendo, in attesa delle decisioni di Papa Francesco. L’arcidiocesi  agrigentina, come è noto,  non resterà comunque, nemmeno per un giorno vacante, cioè priva i Pastore,  – (come purtroppo talvolta avvenuto nel lontano passato, per tanti anni)- ma subito avrà un nuovo Pastore, con la pienezza dei poteri, essendo già stato scelto dal Papa il successore nella persona dell’arcivescovo coadiutore don Alessandro Damiano. Che – ricordiamo – proprio lo scorso settembre è stato consacrato vescovo con diritto di successione. Una decisione papale questa  chiesta al Papa dallo stesso don Franco, per il bene delle diocesi,  e che quindi testimonia ancora il suo grande amore a questa Chiesa Agrigentina.

 

Diego ACQUISTO