“Baratto amministrativo” e fondi, i volontari di strada a palazzo dei Giganti

Si chiama “baratto amministrativo” ed è un istituto giuridico che consente al cittadino di svolgere lavori socialmente utili per conto del Comune, per sanare la propria posizione debitoria. Il regolamento che disciplina il “baratto amministrativo” è allo studio del comune di Agrigento. Lo hanno annunciato il vice sindaco , Aurelio Trupia, e l’assessore alle Politiche Sociali, Marco Vullo, che hanno incontrato, a palazzo dei Giganti, il Presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino, accompagnata dal volontario, Alfonso Cartannilica.

Nel corso dell’incontro sono state affrontate diverse tematiche con al centro le attività a sostegno, ciascuna per la propria parte di competenza, delle numerose famiglie del territorio che vivono situazioni di povertà e di indigenza, rafforzate, in questo momento storico, dall’emergenza Covid-19. In particolare, si è discusso sulla questione dei fondi relativi alla quota del due per cento delle somme trasferite dalla Regione Siciliana al Comune di Agrigento, che devono essere spese con forme di “democrazia partecipata utilizzando strumenti che coinvolgono la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune”, e per i quali gli stessi amministratori hanno anche annunciato di volere potenziare lo strumento della promozione e partecipazione diretta dei cittadini alle scelte politiche ed amministrative, per coinvolgere sempre più gli agrigentini nella spesa del 2% dei trasferimenti regionali. Si tratta di fondi per i quali i Volontari di Strada hanno riproposto l’opzione “Sostegno alla povertà” per fronteggiare i casi di emergenza, previo accertamento e valutazione degli assistenti sociali. Nel corso dell’incontro, il presidente Anna Marino ha voluto rassegnare ai due amministratori il grido di dolore di molte famiglie agrigentine, impossibilitate a regolarizzare il pagamento di tributi comunali, come la TARI. Una realtà che i Volontari di Strada vivono quotidianamente, alla quale, pur con tutta la buona volontà, solo in piccola misura si riesce a far fronte. Ed è anche qui che potrebbe entrare “in gioco” il baratto amministrativo.