Auguri per un Natale veramente “inclusivo”

Auguri per un Natale veramente “inclusivo”.Si proprio così,  nel valore pregnante  racchiuso nell’aggettivo “inclusivo” è stato  superato definitivamente  il momentaneo sbandamento dei responsabili “pro-tempore” della guida  politica dell’Unione Europea. Perché anzitutto il bambino festeggiato che  scende dall’alto,  si veste di umana fragilità e  nasce povero  ed umile proprio  per insegnare a tutti, senza eccezione alcuna per qualsiasi motivo,  la vera logica  dell’amore inclusivo.

Un Natale inclusivo allora,  facendo eco alle parole di Papa Francesco che nella ricorrenza di questa festività, unica nel suo fascino,  invita ad un grande “bagno di umiltà”, “guardando verso l’ Alto per guardare  verso l’altro”.

Una logica inclusiva che la  Commissione dell’U.E. aveva travisato,  quando in una comunicazione ufficiale aveva  inserito il consiglio-dovere di evitare  gli auguri usando il linguaggio ritenuto “superato e tradizionale”, di  ‘Buon Natale’, soprattutto, se accompagnato  dall’uso dei nomi di Maria, Giuseppe, Gesù, valutati come  simboli non inclusivi di accoglienza, rispetto ai simboli e ai valori di altre “ideologie culturali e  religiose

Sappiamo come sono andate le cose ! il consiglio dei vertici dell’U.E. innesca da subito roventi polemiche  perché  la valutazione pressoché unanime, nel migliore dei casi  lo giudica fuorviante,  se non  profondamente offensivo, oltre che del buon senso comune, anche   della stessa identità europea, che così operando metteva in serio pericolo la sua stessa esistenza.

C’era  anche chi parlava di  “anacronismo”. di  moda fuori posto, frutto  di “laicità annacquata”,  di   “colonizzazioni ideologiche”  invitando piuttosto l ‘Unione europea a riprendere in mano i veri ideali dei padri fondatori; ideali di unità, di pace, di solidarietà e fraternità, senza distinzione alcuna.  . Per cui la Commissione europea, saggiamente sentiva il dovere di fare precipitosamente un passo indietro ufficiale, con un nuovo documento con cui rispondeva a tutte le polemiche scrivendo: “Non vietiamo o scoraggiamo l’uso della parola Natale. Celebrare il Natale ed usare nomi e simboli cristiani sono parte della nostra ricca eredità europea”.

Ed in effetti l’augurio di buon Natale della cultura cristiana è l’augurio più inclusivo  perché veicola e diffonde , da ogni punto di vista,  messaggi di accoglienza della vita così come viene al mondo,  a prescindere da ogni cosa, anche  da leggi discutibili in talune parti eventualmente in vigore, come pure da ideologie,  vincoli e convenzioni di  qualsiasi genere.

Insomma, per tutti e non solo per i cristiani, è proprio il caso di finirla con le stranezze anche lessicali, perché – per dirla con Papa Francesco – il Natale è gioia,…. È gioia religiosa, gioia di Dio, gioia interiore, di luce, di pace. Dove nasce Dio, nasce la speranza. A questo ci chiama il Natale:… Augurando a tutti – Papa Francesco –  di sentire che Dio è vicino, di stare alla sua presenza, di amarlo, di adorarlo.

Comunque,  scrive sempre Papa Francesco : “Dio non ti ama perché pensi giusto e ti comporti bene, ti ama e basta. Il suo amore è  incondizionato, non dipende a te. Puoi avere idee sbagliate, puoi averne combinate di tutti i colori, ma il Signore non rinuncia a volerti bene…..Nei nostri peccati continua  ad amarci”.

 Quindi, a tutti, proprio tutti,  nessuno escluso, di ogni razza ed in qualsiasi latitudine del pianeta terra si trovi a vivere, Dio – inseguendo sempre  tutti col suo amore, dice: “Ti amo e ti amerò sempre, sei prezioso ai miei occhi !” In queste parole c’è il vero messaggio del Natale.