Assistenza igienico personale degli studenti disabili, il Libero consorzio risponde alla Cgil

Da un lato la Cgil agrigentina che parla di un diritto negato, dall’altro il libero consorzio che risponde di aver operato “nel pieno rispetto della normativa vigente per assicurare i servizi specialistici dovuti per legge”. Il sindacato ha puntato il dito contro l’ente su presunte inadempienze che riguardano la mancata assistenza agli studenti disabili gravi che frequentano gli Istituti superiori della provincia. “Il servizio di assistenza igienico-personale, purtroppo- chiarisce in una nota l’ex provincia- non rientra tra le competenze dei Liberi Consorzi essendo stato trasferito alle Istituzioni scolastiche che devono erogarlo con il personale ATA allo scopo formato.

Il Settore Solidarietà Sociale del Libero Consorzio, come comunicato al servizio VII dell’Assessorato Regionale alla Famiglia, ha assicurato sin dall’inizio del nuovo anno scolastico a partire dal 16 settembre e a pieno regime dal 20 settembre l’assistenza specialistica agli studenti disabili gravi che frequentano gli Istituti Superiori di competenza di questo Ente. Inoltre il Settore competente ha partecipato alle conferenze di servizio indette dalla Commissione Parlamentare regionale e dal servizio VII dell’Assessorato alla Famiglia. L’Ente attualmente assicura l’assistenza specialistica, unica dovuta per legge, a 226 studenti disabili gravi che frequentano gli Istituti Scolastici di competenza del Libero Consorzio secondo quanto indicato dal Decreto Assessoriale del 15 settembre 2020, che prevede l’obbligo dell’assistenza esclusivamente agli alunni disabili gravi. I servizi in favore degli studenti disabili vengono erogati dall’Ente nel pieno rispetto della normativa nazionale e regionale in materia”. Per quanto riguarda i servizi integrativi e migliorativi non obbligatori, il Libero consorzio assicura di aver “richiesto i progetti alle scuole di competenza secondo le linee guida regionali ma al momento non ha ricevuto la trasmissione di progetti idonei allo scopo. I pochi progetti pervenuti non rispondono ai requisiti minimi previsti dalle linee guida regionali”