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Home » Cultura » Gibellina 2026: Lions Club Canicattì promuove la rinascita culturale e territoriale del Belìce

Gibellina 2026: Lions Club Canicattì promuove la rinascita culturale e territoriale del Belìce

27 Settembre 2026
in Cultura, Canicattì
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Arte, memoria e territorio: il Lions Club Canicattì Castel Bonanno promuove la rinascita di Gibellina, Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, e del Belìce. Lo scorso 26 settembre il Lions Club Canicattì Castel Bonanno ha concretizzato un’importante iniziativa di valorizzazione territoriale realizzando due service distrettuali di grande impatto culturale e sociale: “Turismo, volano di sviluppo” e “Custodiamo la memoria, rigeneriamo la Sicilia” ricadenti nell’alveo dei progetti dell’Area Comunità, di cui una delle coordinatrici è la socia del Club, Simona Iannicelli.
I soci del Castel Bonanno, sotto la guida della Presidente Teresa Monaca, si sono fatti promotori di una profonda esperienza di cittadinanza attiva incentrata sulla valorizzazione e sulla tutela dell’identità siciliana con un intenso programma immersivo nel cuore del territorio del Belìce, un’area fortemente simbolica per l’intera regione.
La prima parte della giornata è stata dedicata al service, “Turismo, volano di sviluppo”, concretizzatosi attraverso un viaggio di scoperta di Gibellina Nuova.
I numerosi partecipanti hanno preso parte a un’articolata visita guidata che ha toccato i presidi culturali più importanti della città, il Museo delle Trame del Mediterraneo, il MAC (Museo d’Arte Contemporanea), la Cattedrale baglio Di Stefano, e il monumentale Sistema delle Piazze.
A rendere eccezionale il percorso è stata la presenza di guide d’eccezione che hanno offerto una sapiente lettura critica delle opere. I soci sono stati accompagnati da Francesca Corrao, stimata docente e Presidente della Fondazione Orestiadi (nonché figlia del celebre senatore, avvocato e storico sindaco illuminato Ludovico Corrao). Insieme a lei, hanno guidato il gruppo l’architetto Enzo Fiammetta, Direttore del Museo delle Trame del Mediterraneo, e Giulia D’Oro, Assistente della Direzione artistica, presente altresì il Coordinatore distrettuale del service “Custodiamo la memoria, rigeneriamo la Sicilia”, Tommaso La Croce.
La delegazione ha fatto tappa anche a Piazza Joseph Beuys, Piazza XV Gennaio 1968 e negli spazi urbani dove si erigono numerose installazioni donate da rinomati artisti di fama mondiale che scelsero di omaggiare questa terra deturpata dal terribile terremoto del 1968, per restituirle bellezza, dignità e un profondo desiderio di rinascita.
Nella seconda parte della giornata l’azione del Club si è spostata sul secondo pilastro progettuale: il service “Custodiamo la memoria, rigeneriamo la Sicilia”.
I soci si sono recati in visita al monumentale Cretto di Burri, sorto sulle macerie della vecchia Gibellina. L’imponente opera di land art rappresenta tutt’oggi uno degli esempi più radicali, imponenti e poetici di rigenerazione urbana e territoriale attraverso l’arte ambientale. Camminando tra i candidi blocchi di cemento che ricalcano le vecchie strade distrutte dal sisma, il Lions Club Canicattì Castel Bonanno ha voluto suggellare l’importanza del ricordo non come sterile esercizio di nostalgia, ma come base indispensabile per ricostruire il futuro e lo sviluppo socio-economico dell’isola.
L’evento si è concluso con il rinnovato impegno dei soci e dei vertici del Club nel continuare a sostenere progetti che uniscano la valorizzazione turistica dei beni culturali siciliani alla partecipazione sociale attiva.
A margine dell’evento, la Presidente ha espresso profonda soddisfazione per la straordinaria riuscita delle attività.
“Siamo orgogliosi di aver realizzato questi due service, che ci hanno permesso prima di tutto di onorare la memoria delle numerose vittime che perirono a causa di quel tremendo evento calamitoso, senza dimenticare i traumi profondi subiti dai sopravvissuti in quella tragica notte in cui persero, in pochi istanti, affetti e ricordi di una vita. Al contempo, con questa visita abbiamo voluto celebrare la pionieristica e illuminata visione del sindaco Ludovico Corrao. Fu lui che, chiamando a raccolta gli architetti e gli artisti più brillanti dell’epoca, provò a ridare bellezza alla sua gente e al territorio, con lo straordinario intento di trasformare lo scempio e il dolore in eterne opere d’arte”.
L’iniziativa si è chiusa con il plauso di tutti i presenti, uniti nello spirito lionistico di valorizzazione della comunità e della memoria storica dell’isola.

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