“America amore mio”: terzo appuntamento cinematografico al Teatro Posta Vecchia

 

Si conclude domani, martedì 25 febbraio alle ore 20:30, presso il Teatro della Posta Vecchia, la rassegna cinematografica America Amore mio a cura di Beniamino Biondi. Una rassegna tematica che non racconta solo l’America dei poteri forti e del benessere a tutti i costi, ma l’altra America degli anni 60, quella della controcultura e della liberazione civile, ed anche quella della rabbia sociale e della disillusione.

Questo martedì è la volta del film CINQUE PEZZI FACILI (Stati Uniti, 1970) di Bob Rafelson, con protagonista Jack Nicholson. Robert Eroica Duprea andatosene da casa vi fa ritorno quando viene a conoscenza della malattia del padre ma resosi conto della sua non appartenenza alla borghesia dell’ambiente familiare se ne andrà di nuovo.

Straordinaria opera seconda di Bob Rafelson, si inscrive perfettamente nella parabola estetica del grande cinema americano a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 tra complotti e sogni infranti.

Cinque pezzi facili possiede la stupefacente capacità di narrare tutta la disillusione del sogno a stelle e strisce a partire da un microcosmo familiare come crogiolo di dinamiche psicologiche destinate ad attorcigliarsi su se stesse per dare luogo a quel senso di insoddisfazione sociale inaugurato dalla dialettica tra immobilismo borghese e illusione proletaria di trasformazione.

Film che adotta per la prima volta la metafora del nomadismo per esprimere la condizione tormentata di chi non si adegua ad una dialettica sociale destinata allo scacco, incarnata da Robert Eroica Dupea (un Nicholson inenarrabile), esemplare figura del disagio esistenziale, scisso, lacerato, splendidamente compulsivo, nei gesti, negli sguardi, negli atteggiamenti di colui che si muove sempre sul crinale di un baratro esistenziale.

 

Posto unico: 5 euro

A ciascun film sarà dedicata un’introduzione critica con dibattito finale