Un pomeriggio di caos nella zona a valle della stazione ferroviaria di Agrigento è culminato in un durissimo scontro verbale per questioni condominiali. Protagoniste della vicenda sono tre donne: da una parte una residente agrigentina di cinquant’anni, dall’altra due quarantenni originarie di un’altra provincia siciliana ma temporaneamente domiciliate in città. Per sedare il parapiglia, che rischiava di degenerare da un momento all’altro in violenza fisica, è stato necessario il tempestivo intervento delle forze dell’ordine.
La miccia è esplosa quando i continui schiamazzi provenienti da uno degli appartamenti della palazzina hanno superato la soglia di sopportazione. Esasperata dai rumori, la cinquantenne ha deciso di affrontare direttamente le vicine di casa. La discussione è però immediatamente sfuggita di mano, trasformandosi in un violento scambio di offese, ingiurie pesanti e minacce reciproche. Le grida e il baccano hanno attirato l’attenzione degli altri condomini, spingendo qualcuno a lanciare l’allarme componendo il 112.
Gli uomini in divisa, giunti sul posto, sono riusciti a riportare la calma tra le contendenti prima che la situazione precipitasse del tutto. Una volta separate le donne, gli investigatori hanno avviato le procedure di identificazione e i primi accertamenti per ricostruire la reale natura dell’alterco. Dietro i rumori molesti lamentati dalla cinquantenne agrigentina, infatti, ci sarebbe il sospetto di una probabile attività di prostituzione all’interno dell’appartamento.
Una ricostruzione che è stata però fermamente respinta dalle due quarantenni. Ascoltate dalle forze dell’ordine, le donne hanno negato ogni accusa legata al meretricio, dichiarando di trovarsi ad Agrigento semplicemente in vacanza per trascorrere un periodo di relax.
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