Un’opera per non dimenticare, per mantenere viva la memoria di una delle pagine più drammatiche della storia italiana. Questa mattina, nei locali del Tribunale di Agrigento, è stato presentato un diorama realizzato dall’artista favarese Davide Airò Farulla, dedicato alla strage di Capaci. L’opera riproduce in scala il tratto autostradale teatro dell’attentato del 23 maggio 1992, in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro.
Il diorama, donato all’Ordine degli Avvocati di Agrigento, sarà collocato in modo permanente all’interno del palazzo di giustizia, in uno spazio accessibile al pubblico. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di ricordare il sacrificio delle vittime e sensibilizzare cittadini e nuove generazioni sul valore della legalità. «Un piccolo gesto per mantenere viva la memoria», ha spiegato Airò Farulla, che da anni coltiva la passione per i diorami, trasformata nel tempo anche in un’attività artigianale conosciuta oltre i confini locali.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata la presidente dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento, Vincenza Gaziano, che ha parlato di «un gesto significativo da parte di un cittadino che contribuisce a mantenere viva la coscienza collettiva su un evento che ha segnato profondamente la Sicilia». Il presidente del Tribunale, Giuseppe Melisenda Giambertoni, ha evidenziato come «la memoria sia un elemento di condivisione fondamentale, capace di trasmettere valori e consapevolezza, soprattutto ai più giovani».
Sulla stessa linea il procuratore della Repubblica, Giovanni Di Leo, che ha ribadito l’importanza di iniziative capaci di raccontare, anche attraverso l’arte, la drammaticità di quegli anni e il sacrificio di chi ha combattuto la criminalità organizzata. L’esposizione permanente del diorama rappresenta non solo un omaggio alle vittime della strage di Capaci, ma anche un richiamo quotidiano al senso civico e alla responsabilità collettiva. Un modo concreto per fare in modo che il ricordo non resti confinato alle celebrazioni, ma diventi parte integrante della vita della comunità e delle istituzioni.
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