Comunali Agrigento, il voto di lista ridisegna il potere: Fratelli d’Italia primo partito, boom di Riccardo Gallo e exploit di Controcorrente
Se il voto per il sindaco racconta una città spaccata tra Michele Sodano e Dino Alonge, il vero terremoto politico ad Agrigento arriva dal voto di lista. È lì che si comprendono davvero i futuri equilibri del Consiglio comunale e perché, anche in caso di vittoria al ballottaggio, Michele Sodano rischi di trovarsi senza una maggioranza stabile in aula.
Il dato più forte arriva dal centrodestra. Fratelli d’Italia si conferma il primo partito della città con il 17,24%, certificando il radicamento del partito di Giorgia Meloni anche ad Agrigento e rafforzando il peso politico della componente meloniana dentro la coalizione di Dino Alonge.
Ma il vero trionfo politico e strategico porta il nome di Riccardo Gallo. Le sue due liste, Forza Italia e Forza Azzurri, insieme raggiungono infatti il 22,98% complessivo, sfiorando il 23% dei voti di lista e trasformandosi nel blocco politico-elettorale più forte dell’intera competizione amministrativa.
La sola Forza Italia ottiene il 14,47%, piazzandosi seconda soltanto dietro Fratelli d’Italia, mentre Forza Azzurriaggiunge un altro pesantissimo 8,51%. Numeri enormi che spiegano perfettamente perché il centrodestra, pur arrivando secondo nella corsa diretta al sindaco, mantenga oggi il controllo politico del futuro Consiglio comunale.
Quasi un elettore su quattro ha scelto proprio le liste riconducibili all’area di Riccardo Gallo. Un dato impressionante che certifica il peso assunto dal parlamentare agrigentino negli equilibri del centrodestra cittadino.
Ed è qui che entra in gioco il sistema proporzionale basato sul metodo D’Hondt. Il meccanismo matematico utilizzato per l’assegnazione dei seggi premia infatti le coalizioni e le liste più forti sul piano complessivo dei voti. Tradotto politicamente: le liste collegate all’area moderata e al blocco vicino a Dino Alonge hanno superato il 50% delle preferenze complessive.
Questo significa che anche nel caso in cui Michele Sodano dovesse vincere il ballottaggio, il futuro sindaco rischierebbe comunque di ritrovarsi con una minoranza numerica in Consiglio comunale e senza il premio di maggioranza.
Uno scenario politicamente clamoroso che rischia di trasformare la futura governabilità della città nel vero tema delle prossime settimane.
Sul fronte progressista, invece, il dato più sorprendente è quello di Controcorrente – Ismaele La Vardera, che con l’11,66% supera nettamente lo sbarramento e ottiene un risultato considerato da molti straordinario. Una lista nata quasi come sfida politica contro i partiti tradizionali riesce infatti a entrare con forza nel futuro Consiglio comunale, confermando il peso crescente di La Vardera nel panorama siciliano.
Buon risultato anche per il Partito Democratico – Agrigento in Movimento, che raggiunge l’8,45% nonostante le diverse anime interne e la presenza di candidati vicini anche al Movimento 5 Stelle. Una lista composita che riesce comunque a garantire una base importante al progetto politico di Sodano.
Supera lo sbarramento anche la DC – Democrazia Cristiana di Marco Zambuto, che con l’8,19% conferma la propria presenza nel quadro moderato cittadino e si ritaglia uno spazio tutt’altro che marginale nei futuri equilibri consiliari.
Più complicata invece la situazione della Lega, ferma al 6,41%. Un risultato sufficiente a entrare nella distribuzione dei seggi ma lontano dai numeri immaginati alla vigilia. E adesso dentro il centrodestra si apre già un altro tema: capire quanti consiglieri effettivamente toccheranno al partito di Salvini e soprattutto quanti resteranno realmente fedeli al Carroccio per tutti e cinque gli anni della futura consiliatura.
Il primo turno, dunque, consegna una verità politica chiarissima: il ballottaggio deciderà il sindaco, ma il Consiglio comunale ha già espresso il proprio baricentro. E oggi quel baricentro pende nettamente verso il centrodestra moderato. Leggi anche: Agrigento, dati definitivi: Sodano avanti ma senza maggioranza. Verso un ballottaggio tutto da giocare
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