Adesso il quadro è ufficiale. Con tutte le 57 sezioni scrutinante, Agrigento va al ballottaggio e consegna una fotografia politica destinata a lasciare il segno.
Michele Sodano chiude il primo turno davanti a tutti con 11.117 voti pari al 39,06%, sfiorando il muro del 40% che nelle prime ore dello scrutinio aveva alimentato la speranza di una possibile vittoria immediata. Dino Alonge si ferma invece a 9.827 voti, il 34,53%, restando comunque pienamente competitivo in vista della seconda sfida elettorale.
Più distanti Luigi Gentile con 4.122 voti (14,48%) e Giuseppe Di Rosa con 3.394 preferenze (11,93%), ma proprio i loro numeri adesso diventano centrali nei futuri equilibri politici della città.
Il primo dato che emerge dalle urne è storico: l’area progressista guidata da Sodano porta a casa un risultato enorme in una città tradizionalmente moderata e spesso vicina al centrodestra. Oltre 11 mila voti e quasi il 40% rappresentano un risultato politico pesantissimo per Controcorrente e per la coalizione progressista.
Ma il secondo dato rischia di essere ancora più importante: anche vincendo il ballottaggio, Michele Sodano potrebbe trovarsi senza una vera maggioranza stabile in Consiglio comunale.
Sono infatti le liste collegate all’area moderata e al blocco che sosteneva Dino Alonge ad avere superato complessivamente il 50% delle preferenze. Un elemento decisivo che, con il sistema proporzionale basato sul metodo D’Hondt, impedirebbe al candidato progressista di ottenere automaticamente il premio di maggioranza.
Tradotto: Sodano potrebbe diventare sindaco ma con un numero ridotto di consiglieri rispetto al fronte moderato.
È questo il vero terremoto politico uscito dalle urne.
La partita adesso cambia completamente dimensione. Non sarà soltanto una corsa alla fascia tricolore, ma una battaglia sulla futura governabilità della città.
E infatti tutti gli occhi si spostano inevitabilmente su Luigi Gentile e Peppe Di Rosa. Insieme superano il 26% dei consensi e diventano gli arbitri politici delle prossime due settimane.
Agrigento esce dal primo turno senza padroni assoluti. E con una certezza: il secondo tempo della sfida sarà ancora più duro del primo.
Agrigento va al ballottaggio: Sodano oltre 10 mila voti, ma il Consiglio può diventare il vero problema
Adesso il quadro è definitivo. E racconta una città profondamente spaccata, destinata a vivere altre due settimane di tensione politica.
Michele Sodano chiude il primo turno davanti a tutti con 10.581 voti pari al 38,84%, confermandosi il candidato più votato delle amministrative agrigentine. Dino Alonge segue con 9.541 voti, il 35,02%, restando pienamente dentro la partita in vista del ballottaggio.
Più staccati Luigi Gentile con 3.774 voti (13,85%) e Giuseppe Di Rosa con 3.259 preferenze (11,96%), ma i loro numeri adesso diventano decisivi nella futura battaglia politica.
Il primo dato politico è chiaro: Sodano sfonda il muro dei 10 mila voti e porta l’area progressista a un risultato che fino a pochi mesi fa sembrava quasi impensabile in una città storicamente moderata e vicina al centrodestra. Ma non basta per chiudere la partita al primo turno.
E soprattutto emerge un altro elemento destinato a pesare enormemente nei prossimi mesi: il futuro equilibrio del Consiglio comunale.
Sono infatti le liste collegate a Dino Alonge ad avere superato complessivamente il 50% delle preferenze. Un dato decisivo perché, con il sistema proporzionale basato sul metodo D’Hondt, questo scenario impedirebbe a Michele Sodano di ottenere il premio di maggioranza anche in caso di vittoria al ballottaggio.
Tradotto: Sodano potrebbe diventare sindaco ma ritrovarsi senza una vera maggioranza stabile in aula e con un numero ridotto di consiglieri rispetto al blocco moderato.
È questo il vero terremoto politico uscito dalle urne.
Perché se da una parte il candidato di Controcorrente arriva primo e consolida una crescita politica evidente, dall’altra il centrodestra e l’area moderata dimostrano di mantenere una forza elettorale enorme sul piano delle liste.
La partita, quindi, cambia completamente prospettiva. Non sarà soltanto una corsa alla fascia tricolore. Sarà anche una battaglia sulla futura governabilità della città.
Adesso tutti gli occhi si spostano inevitabilmente su Luigi Gentile e Giuseppe Di Rosa. I loro consensi complessivi superano il 25% e potrebbero diventare decisivi sia per gli equilibri del ballottaggio sia per la futura tenuta amministrativa.
Agrigento esce dal primo turno senza padroni assoluti. E con una certezza: il secondo tempo della partita sarà ancora più duro del primo.
Agrigento, dati definitivi: Sodano primo ma senza premio di maggioranza. Ballottaggio apertissimo con Alonge
Adesso il quadro è definitivo. E il dato politico che emerge dalle urne ad Agrigento è molto più complesso di quanto raccontassero le prime ore dello scrutinio.
Michele Sodano chiude il primo turno davanti a tutti con 7.198 voti pari al 38,69%, seguito da Dino Alonge con 6.565 voti, il 35,29%. Più staccati Luigi Gentile con 2.603 voti (13,99%) e Giuseppe Di Rosa con 2.152 preferenze (11,57%).
Numeri che certificano il vantaggio del candidato dell’area progressista, ma che allo stesso tempo aprono uno scenario politico estremamente delicato in vista del ballottaggio.
Perché il vero terremoto politico riguarda il Consiglio comunale.
Il risultato politico più pesante riguarda però il Consiglio comunale. Sono infatti le liste collegate a Dino Alonge ad avere superato complessivamente il 50% delle preferenze, conquistando così il meccanismo proporzionale previsto dal metodo D’Hondt. Tradotto: anche in caso di vittoria al ballottaggio, Michele Sodano rischierebbe di ritrovarsi con un numero ridotto di consiglieri e senza una maggioranza stabile in aula.
Ed è questo il punto politico che cambia completamente la prospettiva della futura amministrazione.
Le liste dell’area moderata, civica e alternativa hanno infatti sottratto voti decisivi al blocco progressista, spezzando il meccanismo che avrebbe consentito al candidato arrivato primo di blindare il Consiglio comunale. Un dato destinato a pesare enormemente nelle prossime settimane e soprattutto nei futuri equilibri amministrativi.
Agrigento esce quindi dal primo turno con una città politicamente frammentata. Sodano arriva davanti e conferma la crescita di un’area progressista che fino a poco tempo fa sembrava marginale nella corsa alla guida della città. Alonge, però, resta pienamente competitivo e può contare su un elettorato moderato molto ampio che, sommando anche i voti di Gentile, supera abbondantemente il 49%.
E poi ci sono proprio Gentile e Di Rosa, che adesso diventano inevitabilmente gli arbitri politici della seconda fase elettorale. I loro consensi valgono oltre il 25% e saranno decisivi non soltanto per la corsa al ballottaggio, ma anche per la futura governabilità del Comune.
Le prossime due settimane si preannunciano quindi durissime. Non solo per la sfida tra Sodano e Alonge, ma anche per la partita parallela sugli equilibri consiliari, sugli apparentamenti e sulla costruzione di una futura maggioranza politica.
Agrigento ha scelto di non consegnare tutto a nessuno. E adesso la vera partita comincia forse proprio da qui.
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