Agrigento, si torna a scuola: il sindaco revoca ordinanza ma le polemiche non si placano

Da didattica a distanza a didattica in presenza ad Agrigento è un attimo. Nel braccio di ferro cominciato alla fine delle vacanze natalizie e continuato per altre due  settimane, a spuntarla alla fine sono i genitori che sostengono che il  rientro in classe sia un principio fondamentale da cui non prescindere nemmeno in questa delicata fase dettata dalla quarta ondata. Ma per farlo i genitori hanno dovuto rivolgersi per ben due volte al Tar di Palermo. Il tribunale amministrativo in entrambi i casi ha sconfessato l’ordinanza del sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, stabilendo per il ritorno tra i banchi. 

Miccichè ha revocato l’ordinanza di chiusura.

“Pur nel pieno rispetto delle decisioni assunte – dichiara il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè – revochiamo l’ordinanza che apprendiamo essere stata impugnata. Dal canto nostro, va ricordato che ci siamo attenuti alle indicazioni fornite dll’Asp territoriale, in cui la situazione prospettata, ovvero dall’unico organo preposto a valutare i dati dei contagi, appariva peggiorata. Rispetto la decisione ma ovviamente rimarremo vigili sui dati della situazione pandemica o continuiamo a raccomandare massima prudenza a studenti a famiglie perchè la situazione è ancora preoccupante”.

La decisione del Tar della Sicilia.

Il Presidente del Tar della Sicilia ha sospeso quindi anche la seconda ordinanza con la quale il sindaco di Agrigento aveva disposto la dad nelle scuole comunali dal 15 al 24 gennaio. Il giudice amministrativo ha, infatti, accolto l’istanza cautelare presentata contro l’ordinanza del primo cittadino della città dei templi che si trova in zona arancione. Il Tar ha confermato, inoltre, il provvedimento di sospensione già adottato venerdì scorso nei confronti di analogo provvedimento sindacale, ribadendo come “non sembri esserci spazio per i comuni di disciplinare l’attività scolastica in stato di emergenza sanitaria diversamente rispetto a quanto attualmente stabilito dalla legge statale, alla cui competenza appartiene la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 trattandosi di “profilassi internazionale”. 

L’opinione dei dirigenti scolastici.

E mentre gli avvocati avvocati Fabrizio Dioguardi e Carla Calafato esprimono “soddisfazione per la pronuncia del Tar, i dirigenti scolastici si affrettano a riorganizzare il rientro in in presenza. “Penso che sia giusto tornare in presenza – afferma la dirigente del Liceo Leonardo Patrizia Pilato – posto che non c’è una linea di demarcazione netta tra l’attività scolastica in presenza e le modalità di fruizione dl tempo libero degli studenti i quali sono all’atto autorizzati ad assembrarsi altrove. La scuola sin dal primo giorno ha rispettato i protocolli di sicurezza in conformità alle linee emanate dalle autorità governative. A mio parere la scuola in sé permane un luogo sicuro. Bisogna che le autorità continuino a monitorare la situazione dei mezzi di trasporto e che alunni e famiglie in nome di quel senso civico che deve caratterizzare ogni cittadino esercitino la propria responsabilità individuale a favore dell’interesse della collettività”. “Siamo stati tempestati di messaggi – dice la dirigente Rossellina Greco di Agrigento Centro – l’esigenza di tornare in presenza va comparata alle scelte dettate dall’emergenza. E’ chiaro che non possiamo fare altro che prendere atto delle disposizioni degli organi competenti e recepire le direttive”. Luigi Costanza, dirigente dell’Istituto Rita Levi Montalcino uno dei più capienti in città, ha subito diramato circolare per raccomandare il rientro in presenza.

La scuola – afferma Elisa Maria Enza Casalicchio, dirigente dell’Istituto Fermi – è una realtà molto complessa e spesso le scelte e le decisioni da adottare non sempre sono le migliori o comunque valide in ogni momento. In linea di principio, credo che tutti siano d’accordo nel ritenere che la scuola nasca come una comunità educante che richieda la presenza in classe di alunni e docenti e che, quindi, la DAD non sia la soluzione più efficace se utilizzata come tipologia didattica esclusiva. Ma, in realtà, in questo momento storico, anche l’auspicata didattica in presenza è di difficile realizzazione ove si considerino le numerose assenze degli alunni dovute a positività Covid, a quarantene, al timore di alcuni genitori ed, infine, alle ordinanze dei Sindaci.
Oggi, con la ripresa delle lezioni in presenza, ho potuto constatare una riduzione degli alunni di circa il 40%.
Pertanto, ritengo che la Ddad possa essere uno strumento didattico utile ed efficace esclusivamente nel breve periodo, quello più contagioso; successivamente ed al più presto è, invece, necessario ritornare alla didattica in presenza, elemento imprescindibile e necessario per una completa ed armoniosa formazione e crescita degli alunni”.

Non si placano le polemiche tra i genitori.

Non mancano i genitori terrorizzati dalla decisione di riaprire le classi in presenza.  In tanti ritengo che tra alunni e docenti la scuola non è efficace dal punto di vista didattico. E c’è già chi ha deciso di non mandare i figli a scuola per manifestare il proprio dissenso verso la decisone. Una delegazione di genitori ha chiesto udienza al prefetto. Le polemiche non si placano dunque.