Agrigento, quattro mesi dopo: i soldi mancano, ma dov’è il piano per governare la città?
Il sindaco Michele Sodano richiama le difficoltà finanziarie e i problemi ereditati. Ma dalla sua formazione economico-manageriale è legittimo attendersi un metodo per affrontare le emergenze, organizzare gli uffici e programmare il futuro. AgrigentoOggi ha chiesto un’intervista al primo cittadino, senza ottenere finora risposta.
AGRIGENTO – Il sindaco Michele Sodano sottolinea spesso che il Comune ha ereditato una situazione finanziaria difficile, carenze di personale e problemi accumulati negli anni. Quattro mesi non bastano per risolvere tutto e, senza risorse, molte opere non possono essere avviate.
Ma una domanda resta: che cosa si sta facendo, nel frattempo, per preparare il cambiamento?
Sodano può contare su una formazione economico-manageriale. Competenze che non garantiscono automaticamente una buona amministrazione, ma dalle quali è legittimo attendersi capacità di programmazione, organizzazione e misurazione dei risultati.
Anche senza soldi si può programmare
Un Comune non è un’azienda privata, ma deve comunque gestire risorse limitate, coordinare il personale, stabilire priorità e perseguire obiettivi nell’interesse pubblico.
Anche senza grandi disponibilità finanziarie, un’amministrazione può verificare le risorse disponibili, individuare le criticità degli uffici, monitorare i progetti già finanziati e predisporre un programma di manutenzione della città. Può soprattutto stabilire priorità, assegnare responsabilità e comunicare ai cittadini tempi e risultati.
Non significa risolvere immediatamente ogni problema, ma dimostrare che esiste un percorso per affrontarlo.
La mancanza di risorse può rallentare gli interventi, ma non impedisce di programmare e organizzare.
Il sindaco non è un amministratore delegato
La gestione tecnica e amministrativa compete ai dirigenti e agli uffici, mentre al sindaco e alla Giunta spettano, secondo le rispettive attribuzioni, gli indirizzi politici e la verifica degli obiettivi dell’amministrazione.
Una formazione manageriale può fare la differenza proprio qui: non nel promettere miracoli, ma nello stabilire che cosa fare, con quali risorse, entro quali tempi e con quali responsabilità.
Se gli uffici sono in affanno, bisogna individuare gli interventi organizzativi possibili. Se i progetti sono fermi, occorre chiarire perché e quali iniziative si intendano adottare per sbloccarli. Se mancano i soldi, è necessario spiegare quali alternative siano percorribili.
Anche questo è amministrare.
Il curriculum crea aspettative, i risultati devono dare le risposte
Quattro mesi non bastano per trasformare Agrigento, ma possono essere sufficienti per individuare le principali criticità, fissare le priorità e presentare un primo cronoprogramma verificabile.
Senza un esame puntuale degli atti sarebbe scorretto sostenere che nulla sia stato fatto. È però legittimo chiedere quali attività siano state concluse, quali ostacoli siano stati rimossi e quali risultati siano già misurabili.
Proprio per approfondire questi aspetti, AgrigentoOggi.it ha chiesto al sindaco Michele Sodano la disponibilità a un’intervista, per conoscere le priorità dell’amministrazione, le difficoltà incontrate e gli obiettivi dei prossimi mesi.
L’intervista, finora, non è stata concessa e la richiesta non ha ricevuto riscontro. Non attribuiamo al sindaco un rifiuto esplicito, ma registriamo la mancata disponibilità, fino a questo momento, a un confronto che avrebbe consentito di fornire risposte ai cittadini.
La nostra disponibilità resta aperta. Le domande sono quelle che riguardano il presente e il futuro di Agrigento.
Governare significa anche rendere conto
Il punto non è pretendere che un sindaco risolva in pochi mesi problemi accumulati negli anni. È chiedergli di dimostrare che esiste un metodo per affrontarli.
Anche quando non si può costruire una strada, si può preparare un progetto. Anche quando gli uffici sono in difficoltà, si può avviare una riorganizzazione. E anche con un bilancio limitato si possono stabilire priorità e spiegare le scelte compiute.
Se la formazione di Sodano richiama competenze economiche e manageriali, è legittimo chiedersi in quale misura queste si stiano traducendo in un’organizzazione comunale più efficiente.
Non servono miracoli. Servono un piano, responsabilità definite, scadenze credibili e risultati verificabili.
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