Agrigento, l’università punta a superare i 1250 iscritti

Punta sul territorio e sulla sua valorizzazione Nenè Mangiacavallo, dottore in medicina e Presidente del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento. Alla vigilia delle selezioni dei nuovi corsi di studio previsti dall’Offerta formativa, relativamente all’anno accademico 2021/22, ossia Scienze Motorie e della Formazione Primaria – per cui si prevedono 100 e 100 nuove matricole –  attualmente il Polo conta  1250 iscritti. “Una risorsa per il territorio, l’Università, che si pone come strumento di ascolto e guida”. E’ la cosiddetta “Terza Missione” quella che, dopo Didattica e Ricerca scientifica -rispettivamente indicate come prima e seconda- prevede l’applicazione diretta, la valorizzazione e l’impiego della conoscenza per contribuire allo sviluppo culturale ed economico della società. Con al propro attivo cinque corsi di studio, già ampiamente sperimentati e consolidati, il Polo universitario akragantino, esce dalle mura dell’Ateneo e si apre alla città e alle sue esigenze per meglio venire incontro alle richieste di un mondo in divenire che rende sempre più velocemente “obsolete” le competenze professionali acquisite. A tal pro, oltre ai corsi canonici nel rispetto della convenzione con UNIPA, sono stati previsti eventi formativi in autonomia finalizzati alla formazione e all’aggiornamento di varie figure professionali. L’offerta si articola fra corsi di Risk Management, master e formazione per medici e odontoiatri. “Previsti, con ogni probabilità, per il prossimo anno, Scienze Infermieristiche e almeno una Professione sanitaria”, mentre molti sono stati i progetti learning, finanziati dall’Assessorato alla Formazione della Regione Siciliana, che hanno visto la collaborazione, tra gli altri, con il Conservatorio Toscanini o La Strada degli Scrittori, portati avanti e conclusi con successo. Nel tempo in cui la sorte degli atenei del Mezzogiorno sembra essere stata decretata a tavolino, una riflessione vera si impone di natura etica e politica. Nel tempo in cui si rivendica il “diritto a rimanere”, salvo poi, però, barattarlo questo diritto per il tanto agognato (fantomatico!) “posto”, meglio ancora se “fisso” e poco importa se la retribuzione non è sufficiente neanche a coprire le spese che la vita oltre lo Stretto impone! Tanto la madrepatria vede e… soprattutto provvede. Contribuendo ampiamente a depauperare il territorio di risorse umane e finaziarie. “Perchè, veda… se un ragazzo mi sceglie l’Università Cà Foscari di Venezia cognita causa, ben venga, nella misura della scelta consapevole al tempo del global. Ma se questo avviene per mancata informazione…no! Pertanto è necessario fare orientamento nei modi e nei tempi giusti, cosa che fino ad ora non è avvenuta. Le nostre Università non hanno nulla da invidiare a quelle del Nord”. Così Mangiacavallo. Che, in anteprima, dà annuncio dell’incontro che giorno 30 settembre si terrà presso l’Aula Magna del Polo per presentare una serie di nuovi corsi di aggiornamento alla presenza dei sindaci della Provincia, insieme ai rappresentanti della Camera di Commercio, del Prefetto di Agrigento e dell’assessore regionale all’Istruzione, Lagalla. “Sarà un anno all’insegna della ritrovata didattica in presenza, rigorosamente in trend con gli standard sanitari richiesti, e dei progetti. Primo fra tutti quello che si propone di concerto con Enti e Associazioni, di candidare la nuova Akràgas a capitale della Cultura per il 2025, un successo che potrebbe aggiungersi a quello già raggiunto quest’anno dalla Sicilia classificata da “Travel + Leisure” sesta fra le isole più belle del mondo . Alma mater, per dirla con aulico sintagma, scienza e sapienza al servizio e guida della collettività.