Forza Italia, Fratelli d’Italia, Movimento per l’Autonomia – Grande Sicilia e Udc intervengono nel merito di recenti spunti di dibattito politico relativi alle elezioni Amministrative ad Agrigento del 24 e 25 maggio.
Forza Italia, Fratelli d’Italia, Movimento per l’Autonomia – Grande Sicilia e Udc intervengono nel merito del dibattito politico legato alle elezioni Amministrative di Agrigento del 24 e 25 maggio.
In una nota congiunta si legge:
“Il candidato della Lega Luigi Gentile, interrogato dai giornalisti presenti al confronto al Teatro Pirandello sul tema delle risorse comunali e della povertà, ha parlato di bilanci da sanare con una ricetta tanto semplice quanto efficace: ‘meno sagre della salsiccia e più risorse per la città’.
Detta così, suona bene. Peccato che, a voler essere un filo meno distratti, la frase rischi di trasformarsi in un piccolo capolavoro di cortocircuito politico.
Perché proprio Gentile – cognato di Carmelo Cantone, da oltre tre anni ancora saldamente in giunta – invoca meno sagre? Proprio Cantone, nella sua veste di assessore ai grandi eventi, è stato tra i principali organizzatori dell’ultima edizione del Mandorlo in Fiore, costata alle casse comunali oltre 800 mila euro.
E non è un episodio isolato. Perché, a conti fatti, viene da ricordare che Cantone in tre anni ha gestito circa 3 milioni di euro per gli eventi legati al Mandorlo in Fiore. Risorse importanti, per la maggior parte provenienti dalla tassa di scopo versata da albergatori e operatori turistici, con l’obiettivo – almeno sulla carta – di migliorare servizi, decoro e promozione della città.
E allora il punto diventa inevitabile: quando Gentile parla di ‘sagre della salsiccia’, a cosa si riferisce esattamente? A un modello di spesa che fino a ieri era condiviso? O a una gestione che oggi, improvvisamente, diventa terreno di distinzione elettorale?
E ancora: se dovesse diventare sindaco, chi organizzerà il prossimo Mandorlo in Fiore? E quali sagre finiranno davvero nel mirino? Quelle degli altri o anche quelle di casa propria?
Perché la politica può permettersi anche gli slogan. Ma poi arrivano i numeri. E quelli, a differenza delle battute, hanno una memoria decisamente più lunga.”
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
