Agrigento, esplode la campagna elettorale: Di Rosa salta il confronto Rai, scontro su “sagre e bilanci” e De Luca in tuta per Gentile
Una campagna elettorale che cambia tono, accelera, si punge e comincia a trasformarsi in un vero scontro politico. Ad Agrigento il clima verso le Amministrative del 24 e 25 maggio si fa sempre più acceso tra confronti televisivi saltati, accuse sulla par condicio, attacchi incrociati e inaugurazioni bis di comitati elettorali.
A scuotere la giornata è stato soprattutto il caso che ha coinvolto il candidato sindaco Giuseppe Di Rosa. Diretto a Palermo per partecipare a un faccia a faccia negli studi Rai con altri candidati, Di Rosa è rimasto in panne lungo il tragitto ed è arrivato in ritardo. La registrazione della trasmissione – alla quale avrebbero dovuto partecipare quattro candidati ma con la rinuncia preventiva di Luigi Gentile – è andata avanti comunque con la presenza di Dino Alonge e Michele Sodano.
Di Rosa, furioso per quanto accaduto, ha affidato la sua versione dei fatti a una lunga nota stampa dai toni durissimi. Secondo il candidato di “Mani Libere”, il ritardo sarebbe stato comunicato tempestivamente alla produzione Rai, chiedendo di attendere l’arrivo “per garantire la par condicio”. Nonostante ciò, la registrazione sarebbe partita ugualmente.
«Avevamo ragione. I fatti lo dimostrano, i documenti lo certificano e la stessa Rai ne ha preso atto», scrive Di Rosa, sostenendo che la vicenda abbia rappresentato una violazione dei principi di pluralismo e parità di trattamento. Il candidato parla apertamente di “velo pietoso” sul comportamento degli altri candidati presenti alla registrazione: «Erano perfettamente a conoscenza della situazione e hanno comunque registrato senza la nostra presenza».
Secondo quanto riferito dallo stesso Di Rosa, dopo la diffida trasmessa anche al Corecom Sicilia, la Rai avrebbe garantito nuove condizioni di partecipazione. «Abbiamo deciso di accettare il confronto anche da soli – aggiunge – per dimostrare pubblicamente chi aveva ragione».
Nel frattempo anche il fronte politico si scalda. Le ultime dichiarazioni del candidato della Lega Luigi Gentile hanno provocato una dura replica congiunta di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Movimento per l’Autonomia – Grande Sicilia e Udc.
Al centro dello scontro, una frase pronunciata da Gentile durante il confronto al Teatro Pirandello sul tema delle risorse comunali e della povertà: «Meno sagre della salsiccia e più risorse per la città».
Parole che il centrodestra vicino a Dino Alonge ha trasformato in un attacco politico diretto. Nella nota si evidenzia il “cortocircuito politico” legato alla figura di Carmelo Cantone, cognato di Gentile e assessore ai grandi eventi dell’attuale amministrazione comunale.
«Proprio Gentile invoca meno sagre? – scrivono – Proprio Cantone è stato tra i principali organizzatori dell’ultima edizione del Mandorlo in Fiore, costata oltre 800 mila euro». E ancora: «In tre anni Cantone ha gestito circa 3 milioni di euro per gli eventi del Mandorlo».
La nota pone una serie di interrogativi politici: «Quando Gentile parla di sagre della salsiccia, a cosa si riferisce esattamente? A un modello di spesa condiviso fino a ieri?».
Nel pomeriggio, intanto, tutti i candidati sindaco si sono ritrovati faccia a faccia nella sede di Confcommercio per un confronto durato circa un’ora davanti agli operatori economici della città.
La giornata politica si è poi conclusa a Bonamorone, dove Luigi Gentile – alla presenza di Cateno De Luca – ha inaugurato per la seconda volta il proprio comitato elettorale.
De Luca si è presentato con una tuta bianca personalizzata con il nome e il simbolo della candidatura di Gentile, ribadendo il proprio sostegno politico: «Sono stato designato assessore da Luigi Gentile. Se dovesse vincere sarò costretto a declinare per incompatibilità, ma gli farò sicuramente da consulente gratuito».
Tra auto in panne, diffide, accuse incrociate e slogan che diventano terreno di scontro, la campagna elettorale agrigentina entra definitivamente nella sua fase più calda.

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