Dopo il caso di Alessandra Di Francesco, la titolare della struttura ricettiva di piazza Pirandello che ha raccontato ad AgrigentoOggi di avere già perso otto prenotazioni per la mancanza d’acqua, arriva un’altra testimonianza. E questa volta a parlare è Raimonda Mirabile, professionista di lunga esperienza nel mondo della ricettività e dell’hôtellerie agrigentina.
Il suo messaggio alla nostra redazione comincia con tre parole, ripetute quasi a voler scandire l’esasperazione: «Niente acqua. Niente acqua. Niente acqua».
Il problema riguarda in particolare il tratto di via Atenea compreso tra la chiesa di San Giuseppe e piazza Pirandello, proprio nel cuore del centro storico e in una delle zone dove si concentrano strutture ricettive, ristoranti e attività commerciali.
«È sempre stato così. Da otto anni. È scandaloso», denuncia Mirabile. E precisa un aspetto che rende la situazione ancora più preoccupante: il problema, secondo la sua testimonianza, non sarebbe riconducibile soltanto ai turni saltati durante i disservizi registrati a cavallo di Ferragosto.
«Saltano i turni, è vero, ma anche quando i turni non saltano noi non prendiamo acqua. Il problema non è quello che è accaduto soltanto in questi giorni: qui l’acqua non arriva e basta».
Parole che raccontano un’esasperazione maturata nel tempo. E che riportano indietro di due anni, quando proprio Raimonda Mirabile pubblicò sui social una fotografia destinata a fare discutere: insieme alla camera, agli ospiti della sua struttura veniva consegnato anche un bidone d’acqua da portare in stanza.
Un’immagine paradossale per una città che prova a presentarsi come destinazione turistica. Ma quella denuncia, ricorda oggi Mirabile, non fu accolta bene neppure da una parte degli stessi operatori.
«Quando pubblicai quella foto due anni fa fui additata dagli stessi colleghi, da gestori di B&B e commercianti, come una detrattrice della città».
Oggi, due anni dopo, la musica non è cambiata. Anzi, la situazione rischia di avere conseguenze ancora più pesanti sulle attività.
«Si sta valutando di chiudere tutto – dice Mirabile – e anche qualche noto ristorante di via Atenea sta pensando di farlo».
Non una provocazione, dunque, ma la conseguenza della difficoltà quotidiana di mandare avanti un’attività aperta al pubblico senza poter contare su una fornitura idrica regolare.
Mirabile riferisce anche la risposta che avrebbe ricevuto dal fontaniere davanti alle continue richieste di spiegazioni: «Mi ha detto: “Non posso farci niente, o la do da una parte o la do da un’altra parte”».
E la conclusione dell’operatrice è amara: «Morale della favola, il nostro tratto è sempre abbandonato».
La sua testimonianza arriva a poche ore da quella raccolta da AgrigentoOggi in piazza Pirandello. Due strutture, a poche centinaia di metri l’una dall’altra, raccontano lo stesso problema. Nel primo caso otto prenotazioni già cancellate e circa mille euro di perdite; nel secondo una difficoltà che, secondo Mirabile, si trascina da otto anni e che oggi porta perfino a valutare la chiusura dell’attività.
E torna anche un tema che va oltre i rubinetti a secco: la paura di denunciare. Chi lavora nel turismo spesso preferisce non raccontare pubblicamente i disservizi per il timore di essere accusato di danneggiare l’immagine della città. È già successo a Mirabile due anni fa.
Ma nascondere un problema non significa risolverlo. E se una struttura ricettiva nel cuore di via Atenea deve ancora consegnare un bidone d’acqua insieme alle chiavi della camera, il danno all’immagine di Agrigento non lo provoca chi lo racconta. Lo provoca il problema che, dopo anni, continua a non essere risolto. Leggi anche: Agrigento senz’acqua, 8 prenotazioni cancellate a Ferragosto: «E non è finita»
Sulla crisi idrica interviene anche Confcommercio Agrigento. Il presidente della delegazione comunale Francesco Picarella denuncia una situazione ormai insostenibile per imprese, strutture ricettive e pubblici esercizi, soprattutto nel centro storico e a San Leone. «Chi pagherà i danni economici e d’immagine subiti dalla città?», chiede l’associazione, sollecitando interventi immediati per garantire la fornitura idrica e tutelare attività e lavoratori. Leggi qui

Aprile 2024 – Le taniche d’acqua all’interno dell’Atenea Luxury Suites di Raimonda Mirabile, in via Atenea: un’immagine simbolo di un disagio che, a distanza di oltre due anni, continua a ripetersi.
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