La Procura della Repubblica di Agrigento, ha iscritto sul registro degli indagati 6 empedoclini nell’ambito di una inchiesta, su una serie di episodi di aggressioni, minacce, lesioni e danneggiamento, per motivi riconducibili a questioni personali e private. Le indagini svolte dai poliziotti del Commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle, inizialmente avevano portato il mese scorso all’arresto di Alfonso Distefano, 42 anni, e Alessio Migliara, 39 anni, attualmente sottoposti alla detenzione domiciliare per effetto dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giuseppe Miceli.
Adesso emerge il coinvolgimento di altri quattro soggetti. Si tratta di un 28enne e di tre fratelli di 60, 50 e 43 anni. Distefano, Migliara e il ventottenne (difesi dagli avvocati Teres’Alba Raguccia e Rosario Fiore), sono accusati, in concorso, di lesioni personali gravi e porto di armi od oggetti atti ad offendere. I tre fratelli, a vario, invece di violazione di domicilio, minaccia, danneggiamento e percosse. Sono difesi dagli avvocati Marco Giglio e Fabio Calogero Inglima Modica.
Il pubblico ministero, Alessandra Scioli, ha disposto alcuni esami irripetibili sui telefoni cellulari sequestrati a Distefano, Migliara e al ventottenne, ed ha conferito l’incarico ad un consulente tecnico, Alex Rocco Asciutto, per procedere all’analisi dei dispositivi informatici. La vicenda risale al periodo gennaio – aprile dell’anno in corso. In particolare il 14 aprile a Porto Empedocle s’è verificata una vera e propria spedizione punitiva. Il proprietario di una macelleria è stato brutalmente aggredito e pestato a colpi di mazza e sega riportando gravi traumi e lesioni.
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