”Addio destagionalizzazione”. Caro bollette, balneari spengono le luci. Parla Gero Niesi, presidente del Sib

Addio alla “destagionalizzazione” con i piani spiaggia in alto mare, scadenza imminente delle concessioni, gare ad evidenza pubblica e costi dell’energia alle stelle, sono alcune fra le problematiche che attanagliano l’intero settore dei balneari.

Quella che doveva essere la stagione del riscatto e del rilancio si sta rilevando come l’ennesima stagione altalenante, incerta e soprattutto dai costi d’impresa esorbitanti, anche a causa dell’arrivo delle pesanti bollette, che stanno diventando il simbolo della fragilità di un sistema nel suo complesso e non solo nel settore energetico, un sistema che non sa reagire e lascia le imprese dei balneari in balia del proprio destino, sempre più incerto, sempre più cupo.

“Come rappresentante provinciale del SIB (Sindacato Italiano Balneari), dichiara Gero Niesi – chiedo a tutti i Sindaci del litorale Agrigentino di attivarsi presso gli organismi preposti, quali ad esempio a titolo esemplificato e non esaustivo, il Governo Nazionale per il tramite dell’ANCI, ed il Governo Regionale per il tramite dell’ANCI Sicilia, avviando subito delle interlocuzioni istituzionali al fine di tutelare le imprese da questo incontrollato aumento dei costi dell’energia, attraverso specifici, immediati e concreti provvedimenti. Se non si taglia drasticamente il costo dell’energia, invece di parlare di “destagionalizzazione”, come alcuni imprenditori avevano ipotizzato già a partire dall’inizio della stagione, si vedranno “spegnere le luci e chiudere gli ombrelloni” e chissà per quanto tempo.

Sempre ai Sindaci del litorale agrigentino, si chiede di predisporre e adottare il Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime, in conformità ai principi definiti dall’UE ed alla vigente legislazione statale e regionale di settore.

Questo è l’ennesimo appello, più che accorato, che come SIB lanciamo, trattandosi di un argomento che per la sua delicatezza non può più essere rinviato, senza se e senza ma.

È doveroso, oggi più che mai, che tutti i partiti politici prendano una posizione precisa in questa campagna elettorale, sia a carattere nazionale che regionale e non dare la sensazione di essere disinteressati ad un intero comparto fatto da tanti padri di famiglia che hanno nella loro impresa l’unica fonte di sostentamento familiare”.

Dunque il rappresentante del SIB-Confcommercio Agrigento, definisce la situazione del settore balneare agrigentino particolarmente grave.

Dopo il pagamento di bollette energetiche raddoppiate o triplicate rispetto all’inizio stagione, le imprese balneari si vedono diminuire drasticamente i margini d’impresa.

È doveroso che interventi strutturali sulle politiche energetiche abbiano il primo posto nell’agenda del nuovo governo, ma se non ci saranno interventi decisi e immediati, ci troveremo con tante imprese del settore che chiuderanno prima della conclusione della stagione estiva, nonostante si preannuncia un prolungamento del bel tempo, provocando quindi un danno anche sull’occupazione così come, in generale, sull’economia delle nostre comunità che del turismo balneare e del suo indotto ne fanno una valvola di sfogo importante.

Un’altra nefasta conseguenza di questa situazione è che non si può più parlare di nuovi investimenti in questo importante comparto, in quanto troppe risorse vengono assorbite dai costi dell’energia: un vero e proprio tsunami.

E a proposito di “tsunami”, altro argomento spinoso è quello delle concessioni balneari. Il dato certo è la cancellazione definitiva della proroga al 2033, che lascia al suo posto quella al 31 dicembre 2023, approvata in via definitiva, e che conferma la cosiddetta fine delle concessioni demaniali per come le abbiamo sempre conosciute.

Ma per ogni fine vi è un inizio, ed è proprio adesso il momento in cui i balneari dovrebbero aumentare i fatturati, migliorare la qualità del servizio, ottimizzare le procedure, eliminare abusi e debiti con l’erario, potenziare la capacità tecnica per essere pronti, con la migliore progettualità possibile, a partecipare alle gare. Oramai è certo ed appurato che le nuove concessione si rilasceranno solo a seguito di gare pubbliche, anche se ad oggi, sulle modalità di svolgimento e sul calcolo degli indennizzi ai titolari uscenti, resta ancora tutto da decidere. Sarà un onere che dovrà assumersi il nuovo governo e dovrà farlo entro e non oltre gennaio, nel frattempo come Associazione di categoria e sindacato di balneari, di certo, saremo sempre al fianco ai nostri associati non lasciandoli soli.

L’ultimo appello di Niesi ai balneari: “Prepararsi al meglio ad affrontare le gare, anche se non condivise e purtroppo subite, è l’imperativo sul quale dovranno concentrarsi gli imprenditori del settore, senza avere il timore di confrontarsi nelle evidenze pubbliche, dimostrando di essere i migliori”.