Il ballottaggio ridisegna gli equilibri politici ad Agrigento e, mentre proseguono i dialoghi e le trattative tra le varie aree, iniziano a prendere forma anche le ipotesi sulla futura giunta comunale.
Dino Alonge, candidato sostenuto da una parte del centrodestra cittadino, al primo turno aveva già ufficializzato la squadra degli assessori designati, scegliendo in larga parte figure tecniche e professionisti vicini all’area della coalizione. Tra i nomi indicati figuravano Giuseppe Accolla, Daniela Catalano, Carla Sicurello, Angela Riggio — scelta diretta dello stesso candidato sindaco — e l’architetto Luciano Montalbano.
Una composizione che, oltre a delineare il profilo della possibile amministrazione, aveva giĂ mostrato i delicati equilibri interni tra partiti, movimenti e aree politiche che sostengono la candidatura di Alonge.
Adesso, però, con il secondo turno alle porte, il quadro potrebbe cambiare sensibilmente. Il confronto politico aperto con Giuseppe “Peppe” Di Rosa starebbe infatti portando a nuove riflessioni sulla composizione dell’esecutivo.
Tra le ipotesi che circolano con maggiore insistenza ci sarebbe proprio l’ingresso in giunta dello stesso Di Rosa. Un’eventualità che rappresenterebbe anche il segnale politico più evidente dell’intesa in costruzione tra il candidato civico e l’area che sostiene Alonge.
Non sarebbe però l’unica novità . Secondo quanto trapela dagli ambienti vicini alla coalizione, un assessorato potrebbe andare anche a Fabio La Felice, primo dei non eletti in quota Udc. La Felice è rimasto fuori dal Consiglio comunaleperché il partito, per pochi voti, non è riuscito a superare la soglia di sbarramento del 5% prevista dalla legge elettorale siciliana.
La sua eventuale presenza in giunta, tuttavia, non sarebbe una novità maturata nelle ultime ore, ma farebbe parte di un’intesa politica costruita già nelle prime fasi della campagna elettorale.
Ritocchi alla futura squadra assessoriale potrebbero arrivare anche dal fronte di Michele Sodano. Anche il candidato sostenuto dall’area progressista sarebbe infatti alle prese con gli equilibri interni alla coalizione dopo il risultato elettorale del primo turno e con la necessità di tenere insieme le diverse anime che sostengono la sua corsa verso Palazzo dei Giganti.
Sul tavolo, intanto, restano anche gli equilibri tra le varie anime delle coalizioni e il peso dei partiti che hanno contribuito al risultato del primo turno. Un quadro ancora fluido, destinato probabilmente a cambiare ancora nei giorni che separano Agrigento dal voto decisivo per Palazzo dei Giganti. Leggi anche: Ballottaggio Agrigento 2026, La Vardera chiude agli accordi: riflessioni sugli equilibri della futura giunta Sodano
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