Matteo Salvini è atteso nei prossimi giorni ad Agrigento per tornare a discutere anche dell’inserimento dello scalo aeroportuale agrigentino nel Piano nazionale degli aeroporti. Una notizia accolta con favore dagli ordini professionali, in particolare da ingegneri e architetti, che da tempo seguono il tema delle infrastrutture strategiche per il territorio.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrebbe essere in città il 21 maggio. Intanto, dopo l’annuncio dell’inserimento dello scalo nel piano nazionale, si registrano le prese di posizione dei professionisti agrigentini.
Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Agrigento, Domenico Armenio, esprime “apprezzamento” per la conferma arrivata dal ministro Salvini. “Si tratta di una notizia di straordinaria importanza per il territorio agrigentino e per l’intera Sicilia centro-meridionale – dichiara Armenio – che conferma quanto anticipato dal ministro Salvini il 21 marzo 2025 durante il convegno sulle infrastrutture della provincia di Agrigento e sul Ponte sullo Stretto”.
Per gli ingegneri, l’inserimento dell’aeroporto nel Piano nazionale rappresenta “un passaggio fondamentale per superare lo storico isolamento infrastrutturale del territorio agrigentino”, penalizzato da carenze nei collegamenti autostradali, ferroviari e aeroportuali. L’Ordine ribadisce la disponibilità a offrire il proprio contributo tecnico e scientifico affinché le infrastrutture strategiche possano diventare reali opportunità di crescita, sviluppo e coesione territoriale.
Soddisfazione anche dall’Ordine degli Architetti di Agrigento. “Lo diciamo da tempo: l’inserimento dello scalo della Piana di Licata nel Programma nazionale degli aeroporti elaborato dall’Enac costituisce un passo importantissimo per la concreta realizzazione dell’infrastruttura”, afferma il presidente Alfonso Cimino.
Secondo Cimino, l’inserimento dello scalo agrigentino tra quelli strategici del sistema aeroportuale siciliano rappresenta “un grande risultato” per lo sviluppo turistico, economico e sociale del territorio. “La realizzazione dell’infrastruttura – aggiunge – rilancerà Agrigento mettendola in rete con le altre grandi opere, dalla Gela-Castelvetrano al raddoppio ferroviario verso Catania e Palermo”.
Per gli ordini professionali, dunque, l’aeroporto non è soltanto un’opera infrastrutturale, ma una possibile svolta per collegare Agrigento al resto della Sicilia, dell’Italia, dell’Europa e del Mediterraneo.
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