Ponte Petrusa, relazione Anas: “La ricostruzione non prima di 18-24 mesi”

E’ arrivata la risposta dell’Anas alla richiesta, di dettagliata relazione in ordine allo stato dell’arte dei lavori per il ripristino della funzionalità del Viadotto “Petrusa”, della Direzione Generale per le Strade e le Autostrade e per la Vigilanza e la Sicurezza nelle Infrastrutture Stradali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con una nota a firma del Dirigente, Ing. Andrea Capuani. Una richiesta che aveva trovato riscontro nella lettera del Delegato nazionale del Movimento Nazionale per la Sovranità, Domenico Gianluca Filippone, che sollecitava il Ministro Graziano Delrio per un suo personale intervento per il ripristino del Ponte “Petrusa” .

Nella sua relazione di risposta, l’Anas descrive tutte le fasi che hanno riguardato il Viadotto, dalla chiusura precauzionale, perchè ritenuto pericolante, alla sua demolizione appunto per il degrado riscontrato alla struttura.

Si è provveduto – si legge- alla parziale demolizione dell’opera, che ha interessato  le sole tre campate  che sovrappassavano la nuova SS 640 ed i relativi oneri sono stati inclusi nell’ambito delle somme ancora disponibili nelle economie registrate nell’appalto a Contraente Generale, pur non essendo ricompresa l’opera tra i lavori di ammodernamento della 640. Le attività di demolizione sono state concluse entro la fine dello scorso mese di marzo”.

Il progetto esecutivo per la realizzazione del nuovo ponte che, attualmente, è oggetto di redazione da parte del Contraente Generale– dichiara ancora l’Anas- dovrà essere sottoposto all’iter di acquisizione dei necessari pareri da parte degli Enti competenti, seguirà successivamente la fase di reperimento del finanziamento necessario ed il relativo appalto dei lavori da parte di Anas”.

Secondo la Società  “si stima che la ricostruzione del nuovo Viadotto non potrà avvenire prima di 18-24 mesi”.

In merito ai disagi lamentati dalla cittadinanza sulla nuova tempistica di percorrenza, l’Anas rileva e mette per iscritto, che “il comune di Favara risulta connesso alla nuova SS 640 attraverso 4 svincoli: la rotatoria San Pietro di inizio tratto ammodernato attraverso la SP 80; lo svincolo “Petrusa” nel quale ricade il Ponte parzialmente demolito, attraverso la SS 122; lo svincolo “Caldare” attraverso la SP 3 e lo svincolo “Scintilia” attraverso la SP 85″.

Per quanto riguarda invece l’utenza che proviene dalla rotatoria Giunone ed è diretta a Favara, l’interdizione del Ponte Petrusa, secondo Anas, è irrilevante poichè dallo svincolo Petrusa si può raggiungere Favara attraverso la SS 122.

L’utenza di Agrigento, che proviene dalla SS 122 ed è diretta a Favara, non potendo percorrere il Ponte, secondo sempre Anas, può dirigersi in sostituzione in direzione Porto Empedocle, imboccare il ramo dello svincolo Petrusa, raggiungere la rotatoria San Pietro, posta a circa 350 metri, e dopo aver invertito la marcia sulla carreggiata opposta, uscire per Favara dallo svincolo Petrusa.

L’utenza di Favara, proveniente dall SS 122 diretta ad Agrigento, in prossimità dello svincolo Petrusa, deve imboccare il ramo dello svincolo in direzione Caltanissetta, raggiungere il successivo svincolo Caldare, (posto a circa 4 km) disponendo di due alternative: o ritornare sulla 640 in direzione Porto Empedocle ed uscire in direzione Agrigento dallo svincolo Petrusa attraverso la SS 122, oppure percorrere la SP 3 e la SS 189 per raggiungere parimenti Agrigento dalla zona industriale. In entrambi i casi, il maggiore tempo richiesto non supera i 10 minuti.

Alla fine della sua relazione, l’Anas precisa che “per completezza di informazione, nell’intento di dare un segnale di distensione nei confronti della collettività, ha verificato attentamente la possibilità di realizzare l’ipotizzata bretella di collegamento tra la nuova SS 640 ed il centro abitato favarese. Tale ipotesi però è risultata tecnicamente non percorribile in relazione alla classificazione di tipo B della nuova infrastruttura ed a quanto previsto in tema di intersezioni stradali dalle norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”.

Condividendo, in ogni caso, l’esigenza di provvedere nei tempi più contenuti possibili al ripristino della nuova opera d’arte- conclude Anas- la stessa Società si è prontamente attivata per consentire, con l’urgenza del caso, la ricostruzione del nuovo Ponte Petrusa”. (Giusy Schillaci)