Vela e Turismo, Barbera: “Ad Agrigento siamo parecchio indietro” (VIDEO)

Vela e Turismo con Andrea Barbera
In diretta facebook da “Immagina” la realtà di coworking in via Atenea di cui è ospite.

Vela e Turismo, Barbera: “Siamo parecchio indietro

Ad Agrigento è tutto da creare” (VIDEO)

Reduce da un’importante regata d’altura, partito da San Leone fino alle coste del Lazio, Andrea Barbera ha raggiunto anche il podio.
Rappresentante della nostra terra, essendo la sua l’unica imbarcazione siciliana, ha evidenziato molte differenze tra il porticciolo di San leone e gli altri porti del Mediterraneo sui quali ha fatto tappa:
“Siamo parecchio indietro” dice, “il porto non viene considerato come un’infrastruttura portante di una comunità, ma viene usato solo per pescare o passeggiare.”
Attraverso alcune immagini significative delle sue regate, arriva l’emozione di sentire quasi il profumo delle onde, e di partecipare direttamente agli incontri con la balena grigia e i delfini, cetacei che gli hanno tenuto compagnia anche nelle ore notturne del viaggio.
“Gli altri porti”, continua, “sono attrezzati perchè gira un’economia che lo permette. Capo d’Orlando, ad esempio, è uno dei porti che per me è un’eccellenza, ricco di attività che noleggiano imbarcazioni permettendo ai turisti di visitare posti magnifici, attrezzato con ogni tipo di servizio, direttamente dal porto.
Nonostante ciò, non hanno una cosa che noi abbiamo: un patrimonio unesco a 2km dal porticciolo. Non capisco, infatti, come dopo anni ancora non si riesce a valorizzare questa risorsa. Agrigento contiene diverse realtà che non vengono decantate per come dovrebbero.
Nelle zone limitrofe si pratica vela, anche a livello sportivo, a San Leone invece non si sfrutta abbastanza quel meraviglioso mare. Il nostro porto non è sicuro, con l’imboccatura rivolta a sud est, le barche rischiano di rompere gli ormeggi. Nei giorni di mareggiata pericolosa, il porto è precario. Mancando l’infrastruttutra, non si possono ospitare barche grandi, poichè non c’è la profondità del fondale adeguata ad ospitarle. Gli ospiti che raggiungono il nostro porto non trovano tutti i servizi giusti, dalle strade dissestate, alla sporcizia sui margini, un degrado che non invita.”
Abbiamo chiesto ad Andrea quali difficoltà ha trovato durante le regate, se è più facile manovrare una barca a vela o una barca classica.
“La vela è più complessa rispetto a quella a motore,” spiega, “prevede delle conoscenze maggiori da parte dello Skipper. Le difficoltà sono legate al fisico, alla resistenza, ci sono regate che durano 5 giorni no stop, giorno e notte, si naviga sempre, come l’ultima che ho fatto di 540 miglia. Bisogna cercare di mettere la vela giusta, tenendo conto del cambio del vento, modificando di conseguenza la vela. C’è tanto sacrificio e passione dietro, attraverso un percorso impegnativo si arriva a raggiungere l’esperienza giusta.”
Un argomento che tocca nel profondo Andrea, profondamente legato alla sua città, è quello del porticciolo di San Leone, su cui torna a discutere: “Il nostro porto non è pronto per accogliere yacht, anche se molti hanno battuto il nostro mare in estate, non riuscendo però ad avvicinarsi al nostro porto, non trovando servizi, nè il posto per ormeggiare. Nel nostro lungomare sono presenti prevalentemente ristoranti, cosa che ci penalizza. Chi parte con la barca cerca tutto il necessario per rifocillarsi e svagare, anche un semplice servizio di lavanderia nelle vicinanze manca o un comune noleggio auto. Chi arriva a terra non ha a dispozione il necessario per rendere pratico il proprio viaggio. Basterebbe attenzionare una soluzione per conciliare le cose per muovere l’economia. Se il viaggiatore deve spostarsi dal porto deve avere i mezzi, che non trova immediatamente. Creare i collegamenti è importante. Il mare dovrebbe essere il nostro pane, per tutti. Dovremmo investire per i nostri giovani che vanno all’estero non vedendo un futuro in questa città, alimentando i servizi per tenerci il turista.”
Conosciamo tutti Agrigento. E’ tutto da creare.
Andrea organizzava tour guidati per i turisti con la sua barca in passato e ricorda: “Il nostro mare non si presta molto alle escursioni, le prenotazioni arrivano solo da parte degli stranieri. Abbiamo tante meraviglie, come la Scala dei turchi, che si valorizzano vedendole dal mare, con un giro in barca. Nonostante il mare siciliano sia difficile da gestire quando il vento non è a favore, molti turisti apprezzavano il paesaggio, a differenza degli agrigentini che sottovalutano la bellezza e la grandiosità dei propri luoghi. La qualità del nostro mare è buona, ogni tanto si presenta qualche versamento fognario, ma nulla che comprometta la nostra costa.”
Sono diversi i curiosi che vorrebbero approcciarsi alla vela e lo Skipper agrigentino ci spiega che sono presenti dei corsi per chi desiderasse iniziare: “Chi vuole avvicinarsi a questa disciplina deve prepararsi adeguatamente. E’ importante, otre alla giusta preparazione, munirsi dell’abbigliamento adatto, soprattutto d’inverno e del salvagente per la propria sicurezza.”
Il Club nautico “Punta Piccola”, a cui Andrea è affiliato, dai 7 anni di età in poi segue chiunque voglia cimentarsi in questa esperienza. La vela si può vivere sia in modo agonistico che amatoriale, che turistico. E’ come andare con un’auto elettrica, anzi meglio, perchè l’unica forza motrice è il vento, basta solo sfruttarlo, è il modo più pulito per navigare sul mare, senza inquinare. E’ un modo lento, perchè segue il soffio della brezza, ma è l’insieme del momento vissuto che da’ le emozioni di vivere il mare.
Il fenomeno dell’incontro con i delfini è frequentissimo: accompagnano sempre le imbarcazioni nel loro tragitto, una vista spettacolare, un momento magico.
Si fanno trasportare dall’energia della barca per giocare con la prua e interagiscono con i velisti. Un momento importante di condivisione con il mondo marino, si crea una forte connessione tra uomo e natura.
“La notte” racconta Andrea, “insieme alla luna che fa da sfondo ai nostri viaggi, i plancton diventano fluorescenti e contribuiscono a creare delle scie luminose dietro la barca, rendendo lo scenario meravigliosamente surreale.”
Le parole di un uomo che vive di mare e per il mare, ci emozionano.
Torniamo subito alla dura realtà, quando Andrea torna a parlarci della situazione in cui versa Agrigento: “Una cosa che potrebbe fare l’amministrazione, nell’immediato,” dice ” che non comporterebbe un costo eccessivo, è un piano del traffico. In questa frazione balneare, d’estate le macchine si incolonnano e la gente si accalca perchè mal gestita.
Una conduzione del traffico adeguata, potrebbe sicuramente migliorare la fruizione del traffico, consentendo un flusso composto e pulito. Una ztl potrebbe essere una soluzione. Per fare turismo nella nostra terra basta veramente poco.” continua, “Basta curare la pulizia, le aree degratate, rendere accogliente il luogo con il giusto verde, con le insegne, coinvolgendo anche la comunità e le attività, potremmo sicuramente arrivare all’atto pratico. Sta iniziando l’estate e ancora nessuno si è mosso per rendere tangibili queste idee.”
La classe politica non ha creato le condizioni, i cittadini reclamano e sognano una realtà diversa da poter vivere.
Andrea ha girato tanto il mondo con la sua vela, ma torna sempre col cuore qui, nella sua terra, vorrebbe vederla crescere e svilupparsi. Ripartirà già domani, ma spera di trovare un’Agrigento diversa, nuova, rinata.
E se lo augurano un pò tutti i suoi abitanti, perchè sono consapevoli che questa città può offrire tanto con le sue grandi potenzialità.