Avrebbero utilizzato numerosi telefoni cellulari tra l’aprile e il maggio scorso nonostante si trovassero tutti detenuti nel carcere “Luigi Bodenza” di Enna. La Procura della Repubblica guidata dal procuratore Ennio Petrigni ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza un utilizzo di telefonini all’interno dell’istituto penitenziario.
Il procuratore ha notificato, inoltre, il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di 15 persone che il prossimo 27 gennaio compariranno davanti il giudice Cristina Russo per la prima udienza del processo. Tutti sono accusati di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti “avendo indebitamente il possesso momentaneo di un cellulare all’interno della casa circondariale lo utilizzavano per effettuare numerose comunicazioni con l’esterno”.
Tra i quindici imputati ci sono anche due agrigentini: si tratta di Giovanni Buondonno, 46 anni, di Campobello di Licata e Antonino Adamo, 36 anni, di Sciacca. Gli altri imputati sono catanesi, nisseni e siracusani.
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