Università di Agrigento: Il rilancio parte dal rinnovato impegno dell’ateneo di Palermo di “investire”

Il rilancio dell’Università di Agrigento parte dal rinnovato impegno dell’ateneo di Palermo di “investire” con nuovi corsi di laurea al Polo didattico decentrato. Quanto annunciato da Fabrizio Micari in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico è stato confermato ieri dallo stesso rettore. Le maggiori novità arrivano da Agrigento, dove saranno attivati: il corso di Architettura e ambiente costruito, economia e amministrazione aziendale e Scienze dell’educazione. “Possiamo ritenerci ampiamente soddisfatti dei risultati conseguiti nel corso di quest’anno, segnato dall’aumento del numero delle matricole, indice certamente molto positivo – ha detto Micari. Abbiamo progettato una nuova offerta formativa 2019/2020: ci saranno in totale 12 nuovi corsi di studio con i quali puntiamo sempre di più sull’internazionalizzazione, con l’attivazione di corsi completamente in lingua inglese, e sul rafforzamento delle sedi decentrate dove saranno attivati nuovi canali. Stiamo aprendo il più possibile a tutti l’accesso ai corsi, eliminando progressivamente il numero chiuso”. La chiave di volta è stata data dall’azione del governo regionale che ha ricostituito condizioni di stabilità sia con riguardo alla governance dei consorzi, con l’importante inserimento di un consigliere di amministrazione espresso dall’università di riferimento, che al finanziamento degli stessi, inclusa la quota necessaria per coprire le spese di trasferimento dei docenti”. E’ questa è la novità importante che consentirà di progettare il futuro delle sedi decentrate come Agrigento. Intanto si resta in attesa della convocazione della nuova assemblea dei soci, per discutere delle modifiche statutarie richieste dalla Regione (ed essenziali per incassare i contributi dell’anno in corso). La riunione precedente, che si era tenuta il 3 dicembre scorso, era stata rinviata dopo aver preso atto che la Camera di commercio era sprovvista di giuda, perché il commissario straordinario nominato dalla Regione aveva terminato il suo incarico. Questo ha impedito la convocazione dell’assemblea, mancando il numero legale ed aveva bloccato ogni processo di riforma. Nel frattempo il commissario è stato nominato dalla regione e quindi si potrà convocare l’assemblea dei soci. Lo statuto dovrà essere modificato per prevedere una diversa distribuzione dei posti di governo. Sarà la Regione a nominare il presidente ma l’elezione sarà “pesata” in base ai corsi attivati dalle università. Una “garanzia” per Palermo, che avendo potere sulla struttura di comando e copertura delle risorse, si è già detta pronta a riaprire in città corsi come Architettura e Giurisprudenza. Il nuovo statuto, comunque, è anche condizione essenziale per consentire lo sblocco delle risorse Regionali per i consorzi. Il Cua, registrata l’attuale impasse, aveva già scritto alla Regione per comunicare l’impossibilità a procedere alla modifica senza avere il potere di risolvere autonomamente la vicenda. Probabile una proroga da Palermo all’obbligo di rivedere gli statuti, dato che molti Consorzi non sono in condizione di adempiere a quanto richiesto.

Paolo Picone