Università ad Agrigento, torna il nodo governance: il territorio chiede più peso nelle scelte
L’università agrigentina torna al centro del confronto politico e istituzionale. Non si parla di corsi di laurea o di nuove offerte formative, ma della governance dell’Ecua, il Consorzio universitario che da anni rappresenta il principale punto di riferimento per il polo universitario cittadino.
A riportare l’attenzione sulla questione è stato Alfonso Buscemi, segretario generale della Cisl Agrigento, che ha lanciato un appello al sindaco Michele Sodano affinché il territorio possa avere un ruolo più incisivo nelle future scelte strategiche dell’ente.
Secondo Buscemi, il Consorzio arriva da una stagione complessa, segnata da contrapposizioni politiche, lunghe fasi di stallo e difficoltà che hanno inevitabilmente rallentato il percorso di crescita dell’università ad Agrigento. Una situazione che, a suo giudizio, impone oggi una riflessione sul modello di gestione e sulla necessità di individuare figure capaci di interpretare realmente le esigenze del territorio.
Il tema sollevato riguarda soprattutto il rapporto tra Agrigento e i centri decisionali regionali e nazionali. Per il sindacalista, il futuro dell’Ecua dovrebbe essere costruito attraverso una maggiore partecipazione delle istituzioni e delle forze locali, evitando che le scelte vengano percepite come lontane dalle esigenze della città e del suo polo universitario.
Il dibattito si inserisce in una fase particolarmente delicata. Il polo di contrada Calcarelle continua infatti a rappresentare una delle principali scommesse per il futuro culturale e formativo del territorio, ma da tempo emergono interrogativi sulla capacità dell’ente di attrarre investimenti, consolidare l’offerta accademica e rafforzare il legame con l’Università degli Studi di Palermo.
Buscemi invita quindi a una nuova stagione di responsabilità condivisa, nella convinzione che l’università debba diventare sempre più uno strumento di sviluppo per Agrigento e per l’intera provincia.
Una riflessione che riapre il confronto sul ruolo dell’Ecua e che potrebbe tornare presto al centro dell’agenda politica cittadina, soprattutto in vista delle prossime decisioni che riguarderanno la guida del Consorzio e le strategie per il rilancio del polo universitario agrigentino.
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