Una mozione della Democrazia Cristiana siciliana chiede l’introduzione della figura del Garante comunale dei diritti dei detenuti

L’Avvocato Pietro Cinquemani del Foro di Agrigento, nella qualità di Dirigente Provinciale del Dipartimento Giustizia per la provincia di Agrigento oltre che componente del Direttivo Regionale della Democrazia Cristiana Sicilia, ha inoltrato al sindaco del Comune di Agrigento, nonché al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del capoluogo, una mozione finalizzata alla nomina di un garante comunale dei diritti dei detenuti.

Cinquemani afferma: “Alcune amministrazioni comunali hanno già provveduto a nominare un loro garante dei diritti dei detenuti (per citarne solo alcune: Bologna, Bergamo, Brescia, Ferrara, Firenze, Livorno, Milano, Parma, Pisa, Roma, Reggio Calabria, Torino, Venezia) e tale figura trova fondamento in leggi nazionali e regionali in virtù delle quali sono già state istituite le figure dei Garanti regionali e nazionali per la tutela dei medesimi diritti.

Nel rispetto dei principi generali e del riconoscimento dei diritti individuali, ragioni di opportunità suggerirebbero, secondo Cinquemani, che anche l’amministrazione comunale di Agrigento nomini un proprio garante dei diritti dei detenuti anche in considerazione dell’elevato numero della popolazione carceraria presente all’interno degli istituti di pena in ambito territoriale e tenuto conto anche dell’eterogeneità della popolazione carceraria medesima, la quale è caratterizzata da elevata multietnicità.

Un Garante Comunale che avrebbe il compito di promuovere l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali delle persone private della libertà personale o limitate nella libertà di movimento, residenti o dimoranti nel territorio del Comune di Agrigento; nella sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani, nella promozione di iniziative congiunte con altri soggetti pubblici nonché con il mondo dell’associazionismo finalizzate alla realizzazione di progetti utili al reinserimento dei detenuti, promuovendo con le amministrazioni interessate protocolli d’intesa utili all’espletamento dei propri compiti.

All’attenzione del Garante andrebbero inoltrate, anche in via informale, segnalazioni riguardo la violazione di diritti, garanzie e prerogative delle persone private della libertà personale. Il Garante potrà rivolgersi alle autorità competenti per avere eventuali ulteriori informazioni; segnalare il mancato o inadeguato rispetto di tali diritti e condurre un’opera di assidua informazione e di costante comunicazione alle autorità stesse relativamente alle condizioni dei luoghi di reclusione, con particolare attenzione all’esercizio di diritti riconosciuti ma non adeguatamente tutelati e al rispetto di garanzie la cui applicazione risulti sospesa, contrastata o ritardata nei fatti.”