Un gruppo scout di Canicattì scopre il fascino del Cammino di Compostela

Fa notizia in queste ore che un gruppo di giovani scout di Canicattì, accompagnati dal loro assistente spirituale, il vulcanico parroco di S. Chiara don Giuseppe Argento stiano completando l’ultimo tratto del famoso Cammino, per trovarsi domani, festa di S. Giacomo, proprio a Compostela, città spagnola del Nord della Galizia, dove l’apostolo è sepolto. Un pellegrinaggio questo verso Compostela, molto praticato nel Medio Evo, quando nell’angoscia dell’occupazione araba, si tributava a S. Giacomo un culto fiducioso e appassionato, facendo di lui il sostegno degli oppressi e addirittura un combattente invincibile, ben lontano dal Giacomo evangelico, primo apostolo martire, vittima a Gerusalemme verso l’anno 43/44 della violenza di Erode Agrippa. La fede nella sua protezione divenne uno stimolo enorme in quelle prove durissime, che i cristiani di Spagna dovevano affrontare. E tutto questo ebbe un riverbero positivo sull’Europa cristiana, che già nel X secolo iniziava i pellegrinaggi a Compostela, con folle di pellegrini provenienti da ogni dove. Nei tempi moderni il Consiglio d’Europa nel 1987 ha riconosciuto l’importanza dei percorsi religiosi e culturali, con particolare riferimento anche a Compostela dichiarando “el camino de Santiago”, itinerario culturale europeo. Anche questo ha contribuito ad incrementare l’attenzione verso questo singolare pellegrinaggio, suscitando soprattutto a partire dagli anni ’90 tanto interesse anche in persone di varie nazionalità che lo percorrono a prescindere da motivi strettamente religiosi. Oggi viviamo in un tempo sicuramente affascinante per le conquiste tecnico-scientifiche, ma i problemi di carattere socio-politico-religioso rischiano di formare un groviglio esplosivo particolarmente allarmante. Ricordiamo che storicamente, al di là di tutte le leggende, che come sappiamo contengono sempre un fondo scarno di verità, allora, nell’angoscia dei problemi del tempo e soprattutto dell’occupazione araba, si tributa a S. Giacomo un culto davvero sentito e fiducioso. La fede nella sua protezione fu uno stimolo enorme in quelle prove durissime, che i cristiani di Spagna dovevano affrontare. Ed il riverbero positivo di allora sull’Europa cristiana, ci auguriamo lo possa avere anche oggi con la riscoperta di un simile itinerario di grande valore spirituale, prima che storico; interessantissimo anche dal punto di vista umano per l’incontro con altri pellegrini di tante nazionalità, e non solo per i paesaggi che le cronache definiscono “mozzafiato”. Don Giuseppe Argento da noi sentito tramite whats-App ci ha espresso, nonostante la fatica, tutta la sua soddisfazione. “Un cammino bellissimo –dice – un continuo sperimentare le meraviglie del Signore”. Il gruppo di Canicattì si è unito al gruppo di Piazza Armerina ed a quello di Civitavecchia, e durante il percorso tra Sarria e Santiago di 117 km, molto seguita è stata una catechesi del prete guanelliano don Fabio. Adesso, 24 agosto, due giorni di festa per S. Giacomo nella famosa Santiago, partecipando al ricco programma proprio della festa dell’apostolo.

Diego Acquisto