Un film ricorda il massacro del Circeo, vittima una ragazza agrigentina di 19 anni

E’ in proiezione in questi giorni al cinema il film “La scuola cattolica” che racconta un gravissimo caso di cronaca avvenuto nel 1975, in cui venne uccisa una ragazza agrigentina di 19 anni.

Maria Rosaria Lopez era una giovane ex collegiale, che inseguiva il sogno di fare l’attrice. Ultima di otto tra fratelli e sorelle, viveva con la famiglia di modeste condizioni economiche, nel centro storico, quartiere San Girolamo. Poi l’opportunità di lavoro del padre, di trasferirsi a Roma e prendere servizio presso l’ufficio del Catasto, e il trasferimento della famiglia Lopez nella capitale. Qui suo malgrado Maria Rosaria trovò la notorietà, ma non come la desiderava lei. Rosaria Lopez, che all’epoca a Roma aveva trovato un lavoro saltuario come barista, fu trovata morta nel baule di una Fiat 127. Era il Settembre del 1975. Tre giovani della “Roma bene” del quartiere Parioli e simpatizzanti di destra, già noti per rapine e violenze sessuali, avevano incontrato Maria Rosaria e la sua amica Donatella Colasanti di appena 17 anni,  invitandole in una villa al mare disabitata, al Circeo, di proprietà di uno di loro, Andrea Ghira con la scusa di una festa. Ma quando le due entrarono in casa, compresero immediatamente che erano in trappola. I tre le stuprarono e torturarono per buona parte della notte, tentando di ucciderle. Rosaria morì soffocata con la testa immersa nell’acqua della vasca da bagno mentre Donatella finse la morte per riuscire a sopravvivere. A quel punto i tre, Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira caricarono Donatella ed il cadavere di Rosaria nel bagagliaio dell’auto. Quando l’auto fu parcheggiata abbandonata alla periferia di Roma, Donatella cominciò a bussare dal bagagliaio e a chiedere aiuto. Così le due vittime vennero trovate dalla polizia e la sopravvissuta riuscì ad essere salvata da un destino atroce.

Questa vicenda passerà alla storia come il delitto del Circeo, uno dei fatti di cronaca più efferati del dopoguerra.

Fu proprio Donatella, che si salvò dalle sevizie che costarono la vita alla sua amica Rosaria, fingendosi morta, a portare allo scoperto il caso e a far scoprire il “modus operandi” criminale dei quei tre “pariolini” che non erano nuovi ad episodi del genere..

 Un delitto che scosse non poco l’opinione pubblica italiana. Ad Agrigento c’è ancora chi si ricorda di Maria Rosaria e della sua famiglia. “Abitavano in cortile Sciascia vicino a Santa Maria dei Greci – racconta oggi Orazia Gullo, 90 anni, che era una vicina di casa della famiglia Lopez. – Una famiglia per bene ma Rosaria voleva a tutti i costi andare a Roma!”.

Letizia Lopez,  sorella maggiore ricordava che Rosaria  voleva diventare famosa, come attrice, tanto che aveva anche fatto i provini per «Romeo e Giulietta» avendo saputo che Zeffirelli cercava una fanciulla dal viso pulito, “ma in prima pagina ci finì per tutt’altro” – diceva: vittima di uno dei fatti più atroci che la cronaca nera ricordi”.

Il 30 settembre quando la notizia della morte di Rosaria giunse alla famiglia Lopez, la sorella Letizia aveva 24 anni ed era incinta. Quando le comunicarono cos’era successo si sentì male.  L’omicidio di Rosaria segnò la fine di tutta la sua famiglia: “La mia famiglia è esplosa – raccontò.-  Ai funerali partecipò una marea di gente, e ci fu l’abbraccio di tutto il quartiere. Il nostro cognome era già diventato famoso in tutta Italia, la Lopez e la Colasanti, quelle del Circeo, e mi dava fastidio … Un marchio che mi sarei portata appresso sempre: essere nota per un fatto orripilante”.

«Rosaria era dolcissima, meravigliosa – rievocava la sorella Letizia. – Ma ingenua, tanto ingenua. E con un sogno grande, fare l’attrice di teatro. A me diceva sempre: “Non ti preoccupare, diventerò famosa, vi farò ricchi, ci sistemiamo tutti”. Famosa è diventata, ma all’inverso …»

Oggi, a 46 anni da quei terribili fatti, a ricordare Maria Rosaria Lopez c’è il film “La scuola cattolica” di Stefano Mordini, ispirato all’omonimo libro di Edoardo Albinati, compagno di scuola dei tre responsabili di una delle pagine di cronaca nera italiane più discusse. Un film con un cast d’eccezione, da Benedetta Porcaroli a Valeria Golino, Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio. Ad interpretare Maria Rosaria Lopez, la giovane attrice Federica Torchietti. 

LORENZO ROSSO

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