Tubi di scarico abusivi per opifici ed autocisterne: denunciati tre imprenditori

Emergono altri particolari nell’ambito dell’operazione, che ha portato alla scoperta di scarichi di scarti di molitura, direttamente nel letto del fiume Magazzolo, nella zona della montagna agrigentina. Tre gli opifici coinvolti, ad uno dei quali, è stata sequestrata l’intera conduttura degli scarichi. Tre persone sono state denunciate, e complessivamente elevate 15.000 euro di sanzioni amministrative accertate. I dettagli dei controlli sulla campagna olearia sono stati resti noti, nel corso di una conferenza stampa, dal tenente colonnello Vincenzo Castronovo, responsabile del Centro Anticrimine Natura del Comando provinciale Carabinieri di Agrigento.

In particolare nei mesi che vanno da ottobre a dicembre, le attività si sono concentrate sulla molitura delle olive, e conseguentemente sull’annoso scorretto smaltimento delle acque di vegetazione. Osservato speciale quest’anno il territorio montano della provincia (Cammarata, San Giovanni Gemini, Casteltermini, San Biagio Platani e Santo Stefano Quisquina). I militari dell’Arma hanno scovato uno scarico abusivo di acque di vegetazione attraverso un sistema di collettamento, che conduceva direttamente nel letto del fiume Magazzolo.

“Il tubo era ben nascosto dalla vegetazione, difficile scoprirlo – ha detto il tenente colonnello Vincenzo Castronovo – . Dal punto in cui l’acqua del fiume si colorava abbiamo fatto la risalita e siamo arrivati a trovare l’esatto punto d’ingresso. Attraverso l’immissione nei tubi di un tracciante fluorescente, la cosiddetta fluoresceina, siamo riusciti ad avere delle prove incontrovertibili sul punto di immissione del refluo non trattato”.

I tubi di scarico sono stati individuati all’interno di un opificio. Un’attenta attività di perlustrazione del territorio rurale ha altresì fatto emergere un altro subdolo stratagemma per lo smaltimento illecito delle acque di vegetazione, in questo caso è stato rinvenuto nascosto dalla vegetazione, nei pressi di un casolare, la parte sommitale di un tubo in plastica con bocchettone di aggancio, collettato anche in questo caso al letto del fiume Magazzolo, utilizzato certamente dalle autocisterne per effettuare gli scarichi abusivi, finito ovviamente sotto sequestro.

L’azione sinergica dei controlli mirati da parte dei reparti territoriali dell’Arma durante l’intero periodo della campagna olearia e l’attività ispettiva del Centro Anticrimine Natura di Agrigento hanno consentito uno svolgimento sempre più ordinato delle operazioni di molitura delle olive, e dello smaltimento delle acque di vegetazione, che da esso deriva. È il caso di ricordare che le acque di vegetazione opportunamente trattate possono essere utilizzate quale correttore di acidità del terreno e che possono essere oggetto di spandimento nei terreni idrogeologicamente idonei a tale scopo. Anche in questo caso una maggiore consapevolezza delle potenzialità di impiego di questa materia prima secondaria scongiurerebbe azioni in danno all’ambiente tanto inutili quanto dannose.