Truffe agli anziani, istituzioni in campo: «Non aprite la porta e non date soldi. Nel dubbio chiamate le forze dell’ordine»
Al Città dei Templi la giornata di “Io non ci casco” in occasione della Festa dei Nonni. Lala: «Sono le nostre radici e vanno protetti». Il prefetto Caccamo: «Il fenomeno continua, massima attenzione». Informazione e prevenzione contro falsi carabinieri, finti parenti e raggiri online
AGRIGENTO – Finti carabinieri e falsi poliziotti che bussano alla porta, telefonate di presunti nipoti coinvolti in incidenti, richieste improvvise di denaro. Cambiano le tecniche, ma l’obiettivo è quasi sempre lo stesso: sfruttare la fiducia e la vulnerabilità delle persone anziane. È contro questi raggiri che ad Agrigento, in occasione della Festa dei Nonni, istituzioni, forze dell’ordine ed esperti sono scesi in campo con “Io non ci casco – Insieme contro le truffe”.
Per l’intera giornata al Centro Commerciale Città dei Templi è stato allestito un punto informativo dove anziani e familiari hanno potuto chiedere consigli, raccontare esperienze e conoscere le principali forme di truffa. Un’iniziativa promossa dall’assessorato comunale alle Politiche Sociali nell’ambito del progetto finanziato dal Ministero dell’Interno. La campagna punta proprio su tre parole: informare, condividere e proteggersi, con particolare attenzione a telefonate sospette, falsi operatori e finti parenti. FESTA DEI NONNI – 2026 –
A spiegare il senso della giornata è stata l’assessora comunale alle Politiche Sociali Roberta Lala. «Oggi è un giorno particolare, è la Festa dei Nonni. Quale migliore occasione per fare informazione proprio per proteggerli? I nonni sono il pilastro, sono le nostre radici e vanno protetti».
Lala ha quindi rivolto un messaggio diretto agli anziani. «Leggiamo ogni giorno di truffe di svariato genere, di delinquenti che si travestono da poliziotti o carabinieri e vanno nelle case chiedendo soldi. Ci sono poi le telefonate di presunti parenti in difficoltà che hanno bisogno di denaro. Dobbiamo dirlo chiaramente: nessun appartenente alle forze dell’ordine verrà a casa vostra a chiedere soldi».
Da qui l’invito a non fidarsi e, soprattutto, a chiedere immediatamente aiuto: «Non aprite a falsi carabinieri o falsi poliziotti. Quando avete un dubbio, chiudete la porta e chiamate il numero di emergenza o direttamente le forze dell’ordine». L’assessora ha ricordato di avere raccolto il testimone di una campagna avviata negli anni precedenti: «È un progetto voluto dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura e sposato dalla precedente amministrazione. Voglio portarlo avanti con determinazione perché gli anziani vanno protetti».
Sulla necessità di non abbassare la guardia è intervenuto il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo. «Questa ricorrenza impone un’ulteriore attenzione nei confronti delle persone cosiddette fragili. Vogliamo sottolineare ancora di più quanto le istituzioni siano vicine alle persone anziane attraverso il progetto di prevenzione contro le truffe perpetrate ai loro danni».
Il prefetto ha evidenziato come il fenomeno sia tutt’altro che superato. «Le truffe purtroppo continuano. Non possiamo dire di avere raggiunto l’obiettivo, però tanto è stato fatto sia in termini di prevenzione sia sul piano della repressione». Un lavoro che passa innanzitutto dall’informazione: «La prevenzione va avanti attraverso queste progettualità. Continuiamo a sensibilizzare la fascia più debole della cittadinanza con una campagna informativa che deve proseguire assiduamente».
Caccamo ha ricordato anche i risultati delle indagini: «Sul fronte repressivo sono stati raggiunti risultati importanti. Alcuni di coloro che hanno posto in essere queste condotte illecite sono stati individuati nel versante orientale della Sicilia e assicurati alla giustizia. L’attenzione resta massima e dobbiamo continuare su questa strada».
Ad aprire le porte all’iniziativa è stato il Centro Commerciale Città dei Templi. La direttrice Elisa La Rocca ha sottolineato il ruolo che può avere un luogo frequentato quotidianamente da centinaia di famiglie. «Il Città dei Templi è sempre stato sensibile alle tematiche sociali. Siamo onorati di collaborare con il Comune e con l’assessorato in questa iniziativa dedicata alla prevenzione e al contrasto delle truffe agli anziani».
«Promuovere “Io non ci casco” – ha aggiunto La Rocca – rappresenta per noi un concreto esempio di responsabilità nei confronti della comunità. Il centro commerciale è un luogo di incontro e di relazione e oggi vogliamo metterlo a disposizione delle persone, affinché possano fermarsi, fare domande, ascoltare e condividere le proprie esperienze».
Per la direttrice il punto centrale è proprio il meccanismo sul quale fanno leva i truffatori: «Le truffe agli anziani sono un fenomeno subdolo, fanno leva sulla fiducia, sulla buona fede e sulla solitudine delle persone. Per questo è importante creare occasioni di incontro e punti di informazione».
A raccontare come si sviluppa concretamente il progetto è stata infine Teresa Urso, psicologa e coordinatrice di “Io non ci casco”. «Il progetto è partito qualche anno fa grazie a un finanziamento del Ministero dell’Interno tramite la Prefettura di Agrigento. Abbiamo programmato una serie di incontri nelle scuole, nelle parrocchie e attraverso le associazioni, per riuscire ad arrivare direttamente sul territorio».
Anche il coinvolgimento degli studenti ha una funzione precisa: raggiungere, attraverso ragazzi e ragazze, le famiglie e quindi i loro nonni. «È importante incontrare gli anziani e informarli sull’esistenza di questo odioso fenomeno. Ci sono truffe online e truffe dirette e spesso si cade nel raggiro inconsapevolmente, accorgendosene soltanto dopo».
Tra i racconti raccolti nel corso dell’attività di sensibilizzazione tornano soprattutto le telefonate-trappola. «Le testimonianze più frequenti – ha spiegato Urso – riguardano persone contattate da qualcuno che si spaccia per un nipote o per un figlio e sostiene di avere bisogno urgentemente di soldi perché coinvolto in un incidente o in una situazione di difficoltà».
Da qui il senso della presenza al Città dei Templi proprio durante la Festa dei Nonni: intercettare le persone, parlare con loro e trasformare l’informazione in uno strumento concreto di difesa. Perché davanti a una telefonata sospetta o a uno sconosciuto che bussa alla porta, anche un dubbio può diventare la prima difesa contro una truffa.

















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