Traffico di droga tra Agrigento e Aragona, la Procura chiede il carcere per 15 indagati: documentate centinaia di cessioni di cocaina, eroina e crack
Nel periodo compreso tra dicembre e maggio 2025, le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Agrigentohanno “cristallizzato” centinaia di cessioni di sostanze stupefacenti, tra cocaina, eroina e crack.
La Procura di Agrigento, con un provvedimento depositato lo scorso febbraio, firmato dal procuratore Giovanni Di Leoe dal sostituto procuratore Elettra Consoli, ha chiesto la custodia cautelare in carcere per 15 persone. Gli indagati sono complessivamente 28. Una decina di loro era già stata raggiunta, nel corso delle indagini, da misure cautelari anche in flagranza di reato, nell’ambito della stessa attività investigativa. Le loro posizioni sono state quindi riunite in questo unico procedimento.
I 15 indagati per i quali è stata richiesta la misura della custodia in carcere compariranno il prossimo 6 luglio davanti al gip del Tribunale di Agrigento, Michele Dubini, per gli interrogatori preventivi. Successivamente sarà il giudice a decidere se accogliere o meno la richiesta avanzata dalla Procura.
I pubblici ministeri chiedono il carcere nei confronti di: Giovanni Rizzo, 55 anni, di Aragona; Giuseppe Fiorello, 48 anni, di Aragona; Vincenzo Di Giacomo, 58 anni, di Aragona; Vincenzo Matteo Chiarelli, 27 anni, di Aragona; Domenico Salvatore Chiarelli, 27 anni, di Aragona; Pasquale Pisani, 58 anni, di Aragona; Salvatore Cipolla, 46 anni, di Aragona; Salvatore Cipolla, 62 anni, di Aragona; Carmelo Seminerio, 50 anni, di Aragona; Ivan Iacono, 38 anni, di Santa Elisabetta; Salvatore Fragapane, 25 anni, di Santa Elisabetta; Ebrima Dampha, 26 anni, gambiano residente a Naro; Wissem Horri, 29 anni, tunisino residente ad Agrigento; Lazhar Bahri, 31 anni, tunisino residente ad Agrigento; Giuseppe Ferrera, 48 anni, di Canicattì.
Gli altri 13 indagati, molti dei quali si trovano già in carcere o sono stati raggiunti da altre misure cautelari, sono: Giovanni Avvenanti, 27 anni, di Canicattì; Daniel Barrale, 30 anni, di Agrigento; Rached Bouaicha, 40 anni, tunisino residente a Canicattì; Claudio Catania, 42 anni, di Agrigento; Eleonora Cirasa, 30 anni, di Agrigento; Giuseppe Dionisio, 39 anni, di Agrigento; Antonio Guarneri, 46 anni, di Canicattì; Liliana Lo Manto, 57 anni, di Canicattì; Vincenzo Messina, 40 anni, di Canicattì; Gioacchino Passalacqua, 44 anni, di Racalmuto; Eglantin Sako, 33 anni, albanese; Jeridjon Sako, 35 anni, albanese; Ahmed Hamsi, 26 anni, tunisino residente ad Agrigento. Per tutti l’accusa è di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Le indagini sono scattate dopo la denuncia di una madre, preoccupata per il figlio tossicodipendente. Le continue richieste di denaro e le minacce subite l’avevano convinta a rivolgersi ai carabinieri, temendo che il giovane potesse commettere reati pur di procurarsi i soldi necessari ad acquistare la droga. Timori che, secondo gli investigatori, si sono poi concretizzati.
L’inchiesta è infatti strettamente collegata all’arresto di tre agrigentini, avvenuto nelle scorse settimane, accusati di aver preso di mira alcuni anziani, costretti a consegnare ripetutamente denaro poi utilizzato per acquistare sostanze stupefacenti.
Il costante bisogno di denaro avrebbe innescato una spirale di reati culminata anche nel furto di generi alimentari e bottiglie di alcolici all’interno dei supermercati. La merce rubata veniva poi barattata con dosi di droga.
Proprio da questi episodi ha preso avvio l’attività investigativa dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Aragona che, attraverso pedinamenti, intercettazioni e sistemi di videosorveglianza, hanno ricostruito la rete dello spaccio. Gli investigatori hanno documentato centinaia di cessioni di cocaina, crack ed eroina. La droga, acquistata anche fuori provincia, tra Palermo e Catania, veniva successivamente distribuita e venduta al dettaglio ai consumatori.
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