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Home » Teatro » Teatro Pirandello, Sodano scopre il fundraising: laurea, inglese e 833 euro lordi al mese. Ma la trasparenza è a chiamata

Teatro Pirandello, Sodano scopre il fundraising: laurea, inglese e 833 euro lordi al mese. Ma la trasparenza è a chiamata

3 Novembre 2026
in Teatro, Cultura
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Teatro Pirandello, Sodano scopre il fundraising: laurea, inglese e 833 euro lordi al mese. Ma la trasparenza è a chiamata

Il sindaco pubblicizza i nuovi avvisi per addetto stampa e marketing, ma il compenso per il giornalista fa discutere. Requisiti impegnativi, appena dieci giorni per candidarsi e una selezione che resta nelle mani del Cda. Intanto la direzione artistica è stata affidata senza una procedura comparativa pubblica, gli abbonamenti sarebbero in forte calo e lo spettacolo inaugurale è già saltato.

«Un addetto stampa e un addetto a fundraising e marketing per il Teatro Pirandello. Trovate qui tutto un avviso pubblico, trasparente, perché figure competenti possono davvero aiutare la nostra azione di rilancio del Teatro Pirandello e quindi aiutarci a rilanciare Agrigento».

Parola del sindaco Michele Sodano, che in un video sui social presenta con entusiasmo i nuovi avvisi della Fondazione Teatro Pirandello. E conclude con un invito: «Siete voi? Conoscete qualcuno che potrebbe fare al caso del Pirandello di questa nuova governance? Facciamo girare un avviso».

Fundraising. Fa subito internazionale. Una parola inglese che sembra già contenere la soluzione a tutti i problemi. Peccato che, prima di parlare di rilancio, bisognerebbe guardare alle condizioni con cui si cercano i professionisti chiamati a realizzarlo.

Perché dietro il lessico moderno, la governance e la trasparenza celebrata davanti alla telecamera, c’è una cifra molto meno affascinante: 10 mila euro lordi all’anno per l’addetto stampa. Vale a dire 833,33 euro lordi al mese.

Lordi, naturalmente. Prima delle imposte, dei contributi e degli oneri a carico del professionista.

Laurea, inglese e competenze. Tutto per 833 euro lordi

Per partecipare alla selezione viene richiesta anche una laurea, almeno triennale, e una conoscenza della lingua inglese di livello B2. Requisiti che si aggiungono alle competenze professionali previste dall’avviso.

Non è in discussione il valore della formazione universitaria né l’utilità di conoscere una lingua straniera. Il problema è un altro: quanto sono proporzionati questi requisiti alle mansioni richieste e, soprattutto, al compenso offerto?

Un giornalista iscritto all’Ordine, con anni di esperienza nella comunicazione istituzionale e culturale, potrebbe trovarsi escluso per la mancanza di un titolo universitario o di una certificazione linguistica, indipendentemente dalle capacità maturate sul campo.

E mentre si cercano professionisti qualificati, il trattamento economico proposto appare ben lontano dal riconoscimento che quelle competenze meriterebbero.

C’è poi la questione dei tempi: appena dieci giorni per presentare la candidatura. Un termine che può essere formalmente previsto, ma che appare quantomeno ristretto per una selezione rivolta a professionisti chiamati a documentare titoli ed esperienze.

Viene spontanea una domanda: il sindaco, con le proprie competenze e responsabilità, accetterebbe un incarico professionale da 833 euro lordi mensili?

Perché la competenza, quando viene richiesta agli altri, sembra non avere prezzo. Quando bisogna pagarla, invece, il prezzo diventa improvvisamente molto contenuto.

La trasparenza a due velocità

Ma la contraddizione più evidente riguarda proprio quella parola pronunciata con orgoglio dal sindaco: trasparenza.

Per scegliere il nuovo direttore artistico Leandro Picarella, la Fondazione ha proceduto attraverso una nomina fiduciaria, senza una selezione comparativa pubblica analoga a quella oggi pubblicizzata.

Per l’addetto stampa, invece, ecco l’avviso pubblico. Per il marketing, un altro avviso. Titoli, requisiti, documenti e candidature.

Una differenza che merita una spiegazione.

Non significa che una nomina fiduciaria sia automaticamente illegittima. Significa però che la trasparenza non può diventare una medaglia da esibire soltanto quando si selezionano le figure meno remunerate.

Se il metodo pubblico e comparativo rappresenta il valore aggiunto della nuova amministrazione, perché non applicarlo anche alla scelta della direzione artistica?

E c’è un ulteriore particolare: gli avvisi consentono di raccogliere candidature, ma la scelta finale resta affidata agli organi della Fondazione, secondo le regole della procedura. Non si tratta, dunque, di un concorso pubblico con graduatoria automaticamente vincolante.

La fiducia continua ad avere un ruolo. Cambiano soltanto le modalità con cui viene esercitata.

Arriva il fundraising. Ma quanto costerà il rilancio?

Il sindaco annuncia anche una figura dedicata al fundraising e al marketing.

Per chi non mastica l’inglese della nuova governance, fundraising significa ricerca e raccolta di risorse economiche, attraverso sponsor, donazioni, partnership e altre forme di sostegno.

Una funzione certamente utile per un teatro. Ma la sua introduzione apre almeno due questioni.

La prima riguarda i costi. In passato la comunicazione era affidata a un unico professionista. Adesso la Fondazione prevede due figure distinte: una per l’ufficio stampa e una per il fundraising e marketing.

Occorre dunque conoscere il costo complessivo dei due incarichi e confrontarlo con quello sostenuto dalla precedente gestione, senza dimenticare le ulteriori spese necessarie per eventuali campagne promozionali.

La seconda riguarda le risorse operative. Un professionista del marketing può elaborare strategie, cercare sponsor e costruire relazioni. Ma se si vogliono realizzare campagne pubblicitarie, acquistare spazi, produrre contenuti e organizzare iniziative, servono anche investimenti.

E questi investimenti, salvo il reperimento di finanziamenti esterni, ricadono sulle casse della Fondazione.

Il fundraising, insomma, non è una formula magica. Non basta pronunciarlo in inglese perché arrivino automaticamente gli sponsor.

Gli abbonamenti, il vero termometro della crisi

C’è poi un dato che dovrebbe preoccupare la nuova governance molto più della ricerca di un addetto stampa capace di parlare inglese.

Secondo le informazioni raccolte, gli abbonamenti sarebbero passati dai circa 600 delle precedenti stagioni agli attuali 180. Una flessione che, se confermata dai dati ufficiali, sarebbe particolarmente significativa.

La campagna abbonamenti è stata prorogata più volte e, secondo quanto risulta, una parte delle sottoscrizioni sarebbe stata effettuata attraverso la Carta del docente.

Numeri e modalità che la Fondazione dovrebbe rendere pubblici, distinguendo gli abbonamenti effettivamente venduti, quelli acquistati con strumenti agevolati e gli eventuali ulteriori ingressi.

Perché il successo di un teatro non si misura dal numero di parole inglesi utilizzate nei comunicati, ma dalla capacità di portare il pubblico in sala.

E se davvero si fosse passati da 600 a 180 abbonati, la domanda non sarebbe quale professionista assumere per raccontare il rilancio. Sarebbe, prima ancora, perché una parte così consistente del pubblico abbia smesso di abbonarsi.

Una stagione che comincia già con un rinvio

Il quadro si completa con il cambio dello spettacolo inizialmente previsto per il 14 e 15 novembre.

“Ceneri – L’ultimo viaggio di Luigi Pirandello”, scritto e diretto da Marco Savatteri, è stato rinviato al 2027. La Fondazione ha motivato la decisione con la necessità di proseguire il lavoro di preparazione e produzione.

Al suo posto andrà in scena “Storia del figlio cambiato – Una biografia teatrale di Luigi Pirandello”, di Graziana Lo Brutto, produzione Lunaria.

Un cambiamento importante alla vigilia dell’avvio della stagione, che si aggiunge alla sostituzione della direzione artistica e agli interrogativi sui rapporti contrattuali tra la precedente direttrice Roberta Torre e il nuovo direttore Leandro Picarella.

Il contratto di Torre prevedeva infatti una scadenza al 30 novembre, mentre Picarella è stato presentato il 15 ottobre. Resta da chiarire come siano stati gestiti i rispettivi rapporti e quali siano stati gli effettivi oneri economici per la Fondazione.

Il sindaco, la Fondazione e l’autonomia che va e viene

Un ultimo aspetto è tutt’altro che secondario.

Il Teatro Pirandello è gestito da una Fondazione dotata di propri organi e di autonomia gestionale. Eppure è il sindaco a promuovere personalmente gli avvisi, parlando della «nostra azione di rilancio» e della «nuova governance».

Naturalmente il Comune ha un ruolo centrale nella Fondazione. Ma sarebbe interessante comprendere dove finisca l’indirizzo politico e dove cominci l’autonomia delle scelte gestionali. Anche perché il nuovo Consiglio di amministrazione e la direzione artistica sono espressione del nuovo corso, mentre la direttrice generale Alessandra Fiaccabrino, nominata dalla precedente governance, è stata confermata.

Insomma, si cambia quando si vuole cambiare e si conferma quando si vuole confermare. Tutto legittimo, purché poi ci si assuma la responsabilità dei risultati.Magari Sodano e la sua squadra riusciranno davvero nell’impresa. Magari il fundraising farà arrivare sponsor da ogni parte d’Europa, l’addetto stampa con laurea e inglese B2 conquisterà i media internazionali e il Pirandello diventerà un modello di gestione culturale.

Sarebbe una splendida notizia per Agrigento.

Nel frattempo, però, resta una domanda molto meno internazionale e decisamente più concreta: si può pretendere un professionista da grandi palcoscenici pagandolo 833 euro lordi al mese?

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