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Home » evidenza » Teatro Pirandello, due direttori artistici e un contratto fantasma: chi paga il conto?

Teatro Pirandello, due direttori artistici e un contratto fantasma: chi paga il conto?

21 Ottobre 2026
in evidenza, Cultura, Teatro
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Roberta Torre ha un accordo firmato fino al 30 novembre, Leandro Picarella è stato presentato il 15 ottobre. Il contratto del nuovo direttore non risulta ancora pubblicamente verificabile. Sullo sfondo un bilancio 2025 chiuso con quasi 75 mila euro di perdita. La Fondazione chiarisca se esiste una sovrapposizione di incarichi e compensi.

AGRIGENTO – Due direttori artistici, un solo Teatro Pirandello e una domanda alla quale la nuova governance della Fondazione dovrebbe rispondere con documenti alla mano: chi viene pagato, per quale incarico e fino a quando? Perché mentre il 15 ottobre il nuovo Consiglio di amministrazione ha presentato alla città Leandro Picarella, scelto per guidare artisticamente il teatro dopo il cambio di governance voluto dal sindaco Michele Sodano, esiste un contratto sottoscritto con Roberta Torre che porta una scadenza precisa: 30 novembre 2026.

Non è un’indiscrezione. Il documento, firmato il 15 luglio scorso dal direttore generale Alessandra Fiaccabrino e da Roberta Torre, prevede una collaborazione artistica dal primo agosto al 30 novembre, senza possibilità di rinnovo tacito, per un compenso complessivo di 8.666,67 euro, oltre contributo previdenziale integrativo e IVA. Quattro mensilità da circa 2.166 euro ciascuna.

Il punto è che nel frattempo è cambiata la governance della Fondazione. Torre, che aveva ideato e presentato il cartellone della stagione 2026/2027, non si è dimessa: il suo incarico è decaduto a seguito dell’insediamento del nuovo Cda. Il 25 settembre la regista aveva salutato pubblicamente il teatro con una lettera diffusa attraverso la stampa.

Ma una cosa è la conclusione dell’incarico artistico, un’altra è stabilire che cosa sia accaduto al contratto e agli obblighi economici che ne derivano. Esiste un atto di risoluzione anticipata? È stato raggiunto un accordo tra le parti? Le mensilità di ottobre e novembre sono ancora dovute? Sono domande che, alla luce dei documenti disponibili, restano aperte.

Picarella nominato, ma il contratto va chiarito

Il 15 ottobre è stato presentato ufficialmente Leandro Picarella, 41 anni, regista e documentarista agrigentino, nuovo direttore artistico del Pirandello. La nomina è stata formalizzata attraverso la direzione generale guidata da Alessandra Fiaccabrino, alla quale lo statuto attribuisce la competenza sulla scelta del direttore artistico.

Secondo quanto riferito ad AgrigentoOggi, il contratto di Picarella avrebbe scadenza al 31 dicembre 2026, in coincidenza con quella dell’attuale incarico di Fiaccabrino. Il compenso dovrebbe aggirarsi intorno ai 21 mila euro annui, oltre agli eventuali rimborsi spese. Una cifra che, tuttavia, non può essere considerata definitivamente accertata senza leggere l’accordo sottoscritto.

Il documento, al momento della nostra verifica, non è stato individuato nella sezione Amministrazione trasparente del sito ufficiale della Fondazione.

Ed è proprio questa assenza di un riscontro contrattuale pubblico ad alimentare gli interrogativi. Se l’incarico di Picarella decorre da ottobre e quello di Torre conserva effetti economici fino al 30 novembre, il teatro potrebbe trovarsi a sostenere contemporaneamente due compensi riferiti alla direzione artistica.

Non è ancora possibile affermare che ciò stia effettivamente accadendo. Ma proprio per questo occorre conoscere gli atti.

Il bilancio 2025: perdita, debiti e ricavi in calo

La questione assume un peso maggiore se inserita nella situazione economica della Fondazione.

Il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025, pubblicato sul sito istituzionale, registra una perdita di 74.955 euro. Il patrimonio netto è passato da 132.894 a 57.939 euro, con una riduzione superiore al 56%. I debiti complessivi ammontano a 720.612 euro.

Ancora più significativo il confronto sui ricavi da vendite e prestazioni, scesi da 1.149.131 euro nel 2024 a 640.590 euro nel 2025, con una contrazione di circa il 44%. Nello stesso periodo i contributi in conto esercizio sono aumentati da 488.035 a 676.764 euro.

Numeri che descrivono un esercizio economicamente difficile, proprio nell’anno di Agrigento Capitale italiana della Cultura. Va però precisato che la liquidità a fine 2025 era cresciuta rispetto all’anno precedente e che il bilancio, da solo, non dimostra una situazione attuale di insolvenza.

Resta il dato politico e amministrativo: una Fondazione che ha chiuso l’esercizio in perdita deve spiegare con particolare chiarezza ogni scelta capace di produrre nuovi impegni di spesa.

La denuncia di Jo Di Falco

A sollevare pubblicamente la questione è stato anche Jo Di Falo, intervenuto con una presa di posizione dai toni particolarmente duri.

Nel suo intervento ha richiamato il rischio che la Fondazione possa sostenere contemporaneamente il costo di due direttori artistici, collegando la vicenda ai risultati economici del 2025 e chiedendo maggiore trasparenza sui contratti.

Di Falo ha sintetizzato la possibile sovrapposizione tra i due incarichi con una battuta: «Per il CDA “Two Is meglio che uan”».

Al di là dell’ironia, la questione merita una risposta precisa. Il contratto di Torre è stato risolto? E, in caso affermativo, con quali effetti economici? Qual è la decorrenza effettiva dell’incarico di Picarella?

Non basta annunciare un nuovo direttore artistico. Occorre chiarire anche che cosa accade al rapporto contrattuale con quello precedente.

L’inchiesta giudiziaria, un capitolo distinto

Sullo sfondo resta anche l’indagine della Procura di Agrigento, resa nota il 30 marzo 2026, nell’ambito della quale sono stati notificati sei avvisi di garanzia per ipotesi di truffa aggravata e peculato relative a finanziamenti pubblici destinati a manifestazioni culturali e turistiche. Tra gli indagati figura anche Salvatore Prestia, già direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello. Si tratta di una vicenda distinta dalla questione dei contratti artistici e dal risultato del bilancio 2025. Non emergono, dai documenti qui esaminati, elementi che consentano di stabilire un collegamento diretto tra queste situazioni. Le responsabilità eventualmente contestate dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

Si cambia direttore, ma resta il cartellone di Torre

C’è infine un paradosso che rende ancora più particolare l’intera vicenda.

La nuova governance ha sostituito Roberta Torre con Leandro Picarella, ma ha mantenuto il cartellone della stagione 2026/2027 ideato e presentato dalla regista. Picarella si trova dunque a gestire una programmazione che non ha costruito, mentre Torre non ha potuto accompagnare fino in fondo la stagione che portava la sua firma. Un passaggio che ricorda quanto accadde alla stessa Torre quando arrivò al Pirandello, trovando una programmazione in parte già definita dalla precedente direzione artistica. Oggi il nuovo direttore annuncia spazio alle compagnie locali e regionali, valorizzazione del territorio e apertura al cinema. Obiettivi che in parte erano già presenti nel progetto della precedente direzione artistica e sui quali Picarella sarà chiamato a costruire una propria identità.

Ma prima ancora di discutere della nuova linea culturale, la Fondazione dovrebbe chiarire la situazione amministrativa.

Il Teatro Pirandello sta pagando due direttori artistici per lo stesso periodo? Oppure il rapporto con Torre è stato formalmente chiuso, senza ulteriori obblighi economici? La risposta dovrebbe essere contenuta negli atti, non nelle interpretazioni. Perché la nuova governance, chiamata a gestire un teatro che ha chiuso il 2025 con una perdita di quasi 75 mila euro, ha il compito di rendere trasparenti le decisioni assunte e gli impegni economici ereditati.

Il cartellone è ancora quello di Roberta Torre. Il nuovo direttore è Leandro Picarella. Resta da capire se, almeno per qualche settimana, anche il conto sia doppio.

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