Strutture ricettive senz’acqua. Associazione turistica chiede incontro con autorità

Il tanto atteso ritorno alla normalità, purtroppo, ha riportato la città ai vecchi problemi che erano, appunto, la normalità per Agrigento. Ci riferiamo all’atavica mancanza d’acqua, soprattutto in estate. Un problema che il nostro territorio si contende con i Paesi in via di sviluppo, ma che poco hanno a che fare con un mondo cosiddetto civile.  Parlare di turismo, accoglienza, servizi, e valorizzazione del centro storico diventa anacronistico in un luogo in cui si rischia di rimanere senz’acqua per giorni. Dove non possono venire assicurati nemmeno i servizi igienici. I “turni” nella distribuzione dell’acqua avvengono solo da queste parti, nel resto del Mondo l’acqua viene distribuita quotidianamente.  E’ evidente che non si può andare avanti in questo modo. Bisogna affrontare il problema alla radice e capire, per usare una frase che stava tanto a cuore all’attuale sindaco durante la sua campagna elettorale: “Di chi è la colpa?”. Probabilmente di tutti. Di chi ha venduto l’acqua dei siciliani ai francesi. Di chi ha permesso la nascita e la morte di Girgenti acque, limitandosi solo a gestire per proprio interesse assunzioni e lavori.  E aggiungeremmo di chi oggi sta zitto e non protesta per ottenere un sacrosanto diritto civile. Mentre il resto dell’Italia partecipa al G7, discute di Recovery Fund, del ponte sullo Stretto e del raddoppio della linea ferrata Palermo-Catania, ad Agrigento la popolazione si chiede fra quanti giorni potrà avere l’acqua per farsi la doccia o lavare la biancheria.
L’Associazione Tante Case Tante Idee chiede quindi un incontro al Prefetto di Agrigento, al sindaco Miccichè, all’assessore al Turismo Picarella, all’assessore regionale Marco Zambuto (già sindaco di questa città) e ai nuovi gestori di Girgenti acque, un incontro per ricordare l’annoso problema e ottenere la promessa che questa situazione possa cambiare prima possibile.

Associazione Turistica Tante Case Tante Idee