Stefano Pompeo, ecco il documento approvato dalla chiesa dopo il tragico omicidio

Una pagina di storia recente nel contesto della commemorazione di oggi, 21 aprile, a Favara dell’assassinio di Stefano Pompeo da parte del Sindaco Antonio Palumbo.
Subito dopo il tragico fatto la chiesa approvò e diffuse un  documento.
Eccolo: ” La Comunità Ecclesiale di Favara di fronte al gravissimo fatto di sangue che è costato la vita a Stefano Pompeo, un innocente ragazzo di 11 anni, si unisce profondamente al dolore dei familiari, per i quali invoca capacità di perdono e forza d’amare, chiede che siano assicurati alla giustizia i responsabili dell’efferato episodio criminoso condanna ogni logica perversa, di violenza e di sopraffazione che si contrappone a quella evangelica dell’amore e del rispetto della persona, invita tutti quelli che hanno responsabilità formative ad un’azione ancora più efficace ed incisiva, che punti al cuore ed alla coscienza, al fine di isolare e fare “terra bruciata” attorno a quanti si lasciano irretire in gruppi malavitosi o organizzazioni di mafia, s’impegna a rifiutare decisamente la logica mafiosa che è la logica di Caino ed a costruire una cultura fondata sui valori del rispetto della vita, della condivisione e della fraternità richiama le Autorità competenti a volere intensificare la loro azione, non lesinando uomini e mezzi per un efficace controllo del territorio sollecita le Comunità religiose ed i Gruppi ecclesiali ad una testimonianza orante e per questo
fissa per giovedì 29 aprile, una giornata di penitenza e di digiuno, con raduno alle ore 19 davanti alla Scuola Media “Brancati”, da dove poi inizierà una marcia silenziosa sino alla Chiesa Madre, dove si svolgerà una Veglia di preghiera. Una riunione, quella della Comunità ecclesiale favarese di ieri sera, che si è protratta sino a tarda notte e che si è conclusa con l’approvazione del documento. Una riunione alla quale hanno partecipato tutti i Parroci del luogo, il cooordinatore laico del Consiglio Pastorale Cittadino, Prof. Giuseppe Mancuso, alcuni insegnanti di religione nelle scuole statali, tanti laici impegnati nei vari settori della pastorale e nella preparazione della Missione Popolare dell’Anno Santo del 2000. Nel corso della riunione era emersa anche l’idea di sospendere per quest’anno, vista la gravità eccezionale del fatto di sangue che ha spento la vita fisica dell’undicenne STEFANO POMPEO, tutte le feste religiose esterne con musica, illuminazione e giochi pirotecnici, comprese le stesse processioni esterne, come sostenevano alcuni, limitando la festa religiosa solo all’interno della Chiesa. Una decisione che sarebbe stata senz’altro molto forte e significativa e che forse avrebbe lasciato un segno nel tessuto sociale. Una decisione che comunque, almeno per il momento è stata accantonata, in attesa di una più matura riflessione, circa la reale possibilità di raggiungere, senza fraintendimenti, i traguardi prefissati, con un consenso molto largo del popolo di Dio.”

(A cura di don Diego Acquisto dal Notiziario di Telepace di giovedì 23 aprile 1999 )


Diego Acquisto
Subito dopo il tragico fatto la chiesa approvò e diffuse un documento.