La Procura generale di Palermo ha chiesto la conferma delle 10 condanne già disposte in primo grado dal gip del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, nel troncone con il rito abbreviato al processo scaturito dall’inchiesta su un giro di spaccio di droga, soprattutto eroina, tra Canicattì e Favara.
Queste le condanne decise in primo grado: 8 anni di reclusione a Emanuele Di Dio, 48 anni, di Favara; 6 anni e 8 mesi ciascuno a Lorenzo Di Dio, 34 anni e Salvatore Stagno, 53 anni, entrambi di Favara e a Daniela Di Franco, 41 anni, di Canicattì; 5 anni e 4 mesi ciascuno a Sonia Garraffo, 35 anni, di Canicattì e Mohamed Musa, 45 anni, del Ghana.
Ed ancora 5 anni e 4 mesi a Nicoleta Mihaela Dana Chita, 32 anni, originaria della Romania (la badante condannata a 23 anni di carcere per l’omicidio di Michelangelo Marchese, il pensionato ucciso a Palma di Montechiaro, nell’estate del 2020); 4 anni e 4 mesi a Francesco Castronovo, 54 anni, di Favara; 2 anni e 10 mesi a Giuseppina Noto, 42 anni, di Favara; 2 anni e 8 mesi a Domenico Noto, 61 anni, di Favara.
Si torna in aula il prossimo 1 dicembre. L’inchiesta avrebbe permesso di accertare numerosi episodi di vendita e cessione di stupefacenti tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. L’eroina sarebbe arrivata da Palermo attraverso due corrieri extracomunitari. Sono circa 80 le cessioni di ovuli di eroina portate alla luce dalle indagini.
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