La Procura di Agrigento ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 28 persone coinvolte nell’inchiesta “Demetra”, su una fiorente attività di spaccio di droga tra la Città dei templi, Aragona, Canicattì, Favara e Santa Elisabetta. Il provvedimento, che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio, è firmato dal pubblico ministero Elettra Consoli. Un business da migliaia e migliaia di euro potendo contare su un “esercito” di clienti a “caccia” dello sballo. Grazie alla denuncia coraggiosa di una madre, esasperata dalle continue richieste di denaro del figlio tossicodipendente, i carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Agrigento, hanno disarticolato l’imponente rete di spaccio. L’operazione ha portato nel luglio scorso all’esecuzione di 11 misure cautelari tra carcere, domiciliari e obbligo di dimora.
GLI INDAGATI: Claudio Catania, 43 anni, di Agrigento; Salvatore Cipolla, 47 anni, di Aragona; Salvatore Cipolla, 63 anni, di Aragona; Wissem Horri, 29 anni, tunisino, residente ad Agrigento; Lazhar Bahri, 31 anni, tunisino residente ad Agrigento; Ebrima Dampha, 26 anni, gambiano residente a Naro; Giovanni Avvenanti, 28 anni, di Canicattì; Daniel Barrale, 31 anni, di Agrigento; Rached Bouaicha, 41 anni, tunisino residente a Canicattì; Eleonora Cirasa, 31 anni, di Agrigento; Vincenzo Matteo Chiarelli, 28 anni, di Aragona; Giuseppe Dionisio, 42 anni, di Agrigento; Vincenzo Di Giacomo, 58 anni, di Aragona; Giuseppe Ferrera, 48 anni, di Canicattì.
Ed ancora: Giuseppe Fiorello, 48 anni, di Aragona; Salvatore Fragapane, 25 anni, di Santa Elisabetta; Antonio Guarneri, 46 anni, di Canicattì; Ivan Iacono, 38 anni, di Santa Elisabetta; Liliana Lo Manto, 58 anni, di Canicattì; Vincenzo Messina, 41 anni, di Canicattì; Gioacchino Passalacqua, 44 anni, di Racalmuto; Pasquale Pisani, 58 anni, di Aragona; Giovanni Rizzo, 55 anni, di Aragona; Eglantin Sako, 33 anni, albanese; Jeridjon Sako, 35 anni, albanese; Carmelo Seminerio, 50 anni, di Aragona; Ahmed Hamsi, 26 anni, tunisino residente ad Agrigento.
I fatti sarebbero avvenuti tra Agrigento, Aragona, Favara, Canicattì e Santa Elisabetta dal dicembre del 2024 all’aprile dell’anno scorso. L’indagine è nata come “costola” di un’altra inchiesta su rapine, furti ed estorsioni ad anziani, che aveva fatto emergere un’attività di acquisto e di cessione di droga. Le successive investigazioni – sviluppate attraverso attività tecniche di intercettazione telefonica e ambientale e riprese video, affiancate da mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento – hanno consentito di documentare ed accertare centinaia di episodi di spaccio.
I presunti pusher avrebbero smerciato un ingente quantitativo di eroina ma anche “fiumi” di cocaina e crack. Da evidenziare – come dimostrano le carte dell’inchiesta dei carabinieri – che è tornato in maniera pesante il consumo di eroina ed è il basso costo ad invogliare la clientela, indicata dagli indagati nel corso delle conversazioni come “roba”, “roberta”, “pera”, “pietra”, dietro al pagamento di venti, trenta o quaranta euro a cessione per dose.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
