Hanno tranciato i cavi di rame dalle torri eoliche nell’area di stoccaggio materiali di via lungomare Pirandello, a poca distanza del porto di Porto Empedocle. Cavi che erano stati nascosti in mezzo a dei cespugli in attesa di essere caricati nel cofano di un’autovettura. Non hanno fatto in tempo. Il gip del tribunale di Agrigento, Nicoletta Sciarratta, ha convalidato l’arresto dei due giovani di 28 e 24 anni, entrambi di Canicattì, accusati di furto aggravato. Per entrambi è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Canicattì con divieto di allontanarsi tra le 20 e le 8 del giorno successivo, oltre all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
I fatti risalgono al pomeriggio del 19 aprile. Movimenti sospetti sono stati notati dai poliziotti che subito intervenuti hanno bloccato i ladri e sventato il furto. Gli agenti del Commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle e i loro colleghi della sezione Volanti della Questura di Agrigento, hanno arrestato i due canicattinesi, trovati in possesso di poco più di 250 metri di cavi di rame trifase del valore di circa 25.000 euro.
Dalla ricostruzione dei fatti gli indagati si sono intrufolati nell’area della società Moncada Energy e in poco tempo sono riusciti a tranciare numerosi cavi di rame dalle torri eoliche. Non hanno avuto il tempo di squagliarsela con la refurtiva. La presenza di un’auto sospetta a ridosso della recinzione, infatti, ha messo in allarme una Volante della polizia. Da qui l’intervento e i malviventi sono stati acciuffati. I poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato alcuni attrezzi atti allo scasso, tra cui una cesoia. Sotto sequestro anche l’auto utilizzata dai due soggetti per spostarsi da Canicattì a Porto Empedocle risultata sprovvista di assicurazione.
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