Quando il silenzio anche a Favara non è una virtù

Quando il silenzio anche a Favara  non è una virtù

Sul silenzio sterile della politica oggi, un noto politologo nei giorni scorsi, su uno dei più diffusi quotidiani nazionali, lamentava che non pochi politici in Italia in questo periodo preferiscono tacere.

Mi permetto di riassumere per sommi capi la  sostanza del suo ragionamento, che ha trovato un consenso, a mio giudizio, pressoché unanime.

I  politici, uomini o donne che siano, hanno il dovere di parlare, essendo la parola inclusa nel dna e quindi nella natura stessa della politica, del suo essere per operare; “senza comunicazione tra governanti e governati, non c’è democrazia”.

Assurdo  ed inspiegabile che  parecchi politici, magari dopo avere dato prova di notevoli capacità dialettiche soprattutto  in campagna, diventano poi improvvisamente silenziosi.

Il motivo è stato pure  spiegato in   uno dei passaggi, a mio giudizio,  più pungenti. Ecco:    “Quando le cose non vanno troppo bene, il silenzio appare  come la soluzione più conveniente, il comportamento più ovvio”. Quel tipo di politici “Garruli e spesso logorroici quando hanno il vento in poppa, diventano campioni di discrezione appena il vento gira”.

Parole che non hanno bisogno di spiegazione e che a parte la logorrea e la garrulità che davvero forse nulla hanno a che fare con la situazione concreta di Favara,  tuttavia invitano a riflettere sicuramente  sulla concreta situazione  della città, stimolando ad un confronto.

A Favara, dove la comunicazione tra Amministratori ed amministrati , da qualche tempo a questa parte appare assai carente. E la stessa mancata partecipazione dei Consiglieri e dei cittadini al Consiglio Comunale aperto su un argomento dibattuto e sentito, oggetto nelle settimane scorse, di non poche polemiche,  come la Tari 2011, non è certamente un segnale positivo per l’Amministrazione.  Soprattutto perché accusata di avere, oltre tutto, organizzato l’assise straordinaria in cui tutti avrebbero potuto parlare, a termini  scaduti. Con l’evidente finalità quindi, nel caso di un’eventuale partecipazione,  di parlare solo per parlare, per  quanto riguarda l’argomento più sentito della Tari 2011.

A margine di tutto cosa viene da pensare e dire ! La Sindaca a 5-Stelle  Anna Alba, della quale si ricordano i discorsi vibranti durante la campagna elettorale, con il vento in poppa, contro i disastri della precedente Amministrazione, adesso appare troppo silente. Viene da pensare al detto della saggezza popolare che pare usato soprattutto in Germania, che cioè è preferibile stare zitti o cercare di dire  solo quello che è meglio del silenzio.

Ma, dopo tanto silenzio sulle problematiche della città più sentite  dai cittadini,  l’ultimo suo intervento pubblico, – se non andiamo errati –  è stato all’inizio della Settimana Santa, per annunciare che molto probabilmente prima di Pasqua  avrebbe comunicato il nome del nuovo Assessore, in sostituzione del dimissionario Lillo Attardo, che tra l’altro ricopriva anche la carica di vice-sindaco.

Però, è passata la Pasqua e pure  la pasquetta, e anche  altre tre settimane,  ed ancora   nulla di nulla! Nessuna spiegazione, nessun contatto pubblico con i cittadini da parte della Sindaca, che unica responsabile di tutta la squadra preferisce il silenzio. Nel  mentre i problemi aumentano e le giustificate osservazioni  critiche che  non mancano, anche su talune procedure di pubblica utilità con appalti di diverse  decine di migliaia di euro,  assegnate con procedure che pare abbiano poco a che fare con quella trasparenza promessa in campagna elettorale. E’ vero che l’Assessore al ramo ha dato qualche spiegazione, che però è stata giudicata insoddisfacente ed anzi, da alcuni,  perfettamente in  linea con l’operato   degli  amministratori del recente passato, sempre pubblicamente svergognati dai penta stellati.

E poi,  la cosa proprio più grave… sullo sfondo, come uno spettro,  cioè  il problema del bilancio riequilibrato, di cui non si sa ancora pressoché nulla e soprattutto, ancora più grave e paradossale,  del possibile nuovo, catastrofico,  dissesto, relativo agli ultimi due anni,  su cui pare assolutamente  urgente fare subito chiarezza.

 Quella chiarezza proclamata nel programma per cui si è ottenuta una fiducia plebiscitaria dei cittadini, provati, irritati e  stanchi delle chiusure del Palazzo, soprattutto in materia finanziaria.

Diego Acquisto