Siculiana in memoria del proprio territorio

Alternanza scuola-lavoro

Intervista speciale fatta da alcuni alunni della III B del Liceo Classico Empedocle ai proprietari del museo #MeTe


Siculiana mette a nudo la propria storia attraverso i suoi personaggi.

Il museo della memoria e del territorio nasce per ricordare i personaggi che hanno fatto la storia del paese. All’interno del museo sono presenti gli attrezzi usati dal medico garibaldino Giuseppe Basile e cimeli della tradizione vitivinicola e agricola. Di particolare rilevanza l’iniziativa di rigenerazione del quartiere Casale dall’abbandono. Il museo è stato creato dall’ALT Associazione Leisure and Tourism nel 2014, per i giovani affinchè mettano in luce le memorie individuali e collettive di un tempo al giorno d’oggi. L’associazione, affiliata all’ACSI, nasce per promuovere alcune attività come il folklore e lo sport, di fatto mira allo sviluppo turistico territoriale di Siculiana. Segue l’intervista ad uno dei fondatori del museo, Stefano Siracusa.

“Da cosa è nata l’idea di fondare il museo?”

“Nasce dalla Mission sociale del museo che è quella di creare un’identità locale, che non è mai data per natura ma è in continua elaborazione consapevole da parte dei cittadini. Di fatto il museo nasce come un processo sociale dove i cittadini hanno donato, non solo gli oggetti al museo, ma anche le proprie storie e la propria memoria orale, finanziando anche buona parte dell’allestimento del museo. L’idea è quella di elaborare continuamente i tratti culturali propri di questa comunità. Il museo si propone come centro culturale di innovazione per mezzo di artisti innovatori, dove si attivano laboratori, vacanze di volontariato e centri per artisti. Contestualmente stiamo recuperando una parte del quartiere più antico di Siculiana quale il quartiere Casale.”

 

“Perché proprio nel quartiere Casale?”

“Questa parte del quartiere è un progetto di rigenerazione urbana che porta avanti il museo con l’aiuto di volontari che arrivano da tutta Europa. Quest’ultimo è partito l’anno scorso con la tinteggiatura e le istallazioni di contenuto arabo, che sono le sopravvivenze linguistiche arabe nel dialetto di Siculiana come giuggiulena, dammusu, balata, tannura, che sono termini che si usano ancora oggi e che hanno lo scopo sia di abbellire il quartiere, sia la funzione didattica di far ricordare alle nuove generazioni i termini e le sfumature linguistiche che altrimenti si perderebbero. Tutto questo viene portato avanti dal museo che sia nella gestione che nella realizzazione del progetto del quartiere si muove prevalentemente senza fondi pubblici anche se di tanto in tanto il comune dà qualche contributo.”

 

“A cosa sono finalizzati gli eventi da voi proposti?”

“Gli ultimi eventi, avvenuti durante l’estate, sono un palinsesto alternativo che fa parte del progetto di rigenerazione urbana per cui intendiamo, da una parte la pulizia e l’abbellimento del quartiere, dall’altra quella di far rivivere quel quartiere che fino a pochi anni fa era abbandonato.”

 

Janira GalvanoClaudia ScibettaAlexandra Di MaidaAngela Licata

Fotografie di Elisa Pirrone