Un dissesto idrogeologico profondo, ramificato e invisibile a occhio nudo sta letteralmente consumando il sottosuolo del centro di Agrigento, minacciando l’area strategica compresa tra via Acrone, via Esseneto, piazza Stazione e la salita Damareta. Lo scenario all’inizio di via Acrone è drammatico: la sede stradale ha subito un vistoso cedimento e profonde fessure hanno letteralmente squarciato l’imbocco della scalinata di via Damareta, mentre i sottopassaggi stradali e ferroviari mostrano già preoccupanti lesioni murarie.
Al momento, tuttavia, escluso il rischio di sgomberi per i residenti. Nelle ultime ore i tecnici di Aica hanno completato un primo, fondamentale passo per arginare l’emergenza, sanando una copiosa perdita idrica nella parte bassa della zona e riparando una rottura fognaria in via Acrone. Gli accertamenti della Protezione civile comunale, guidata da Attilio Sciara, confermano il blocco delle dispersioni, spingendo l’amministrazione a rimodulare la strategia: stop alle vecchie ispezioni parziali, spazio a un piano d’urgenza massiccio.
Consapevole che l’instabilità non è circoscritta, il sindaco Michele Sodano ha formalmente investito della questione il prefetto Salvatore Caccamo, chiedendo la convocazione immediata di un tavolo tecnico con la Protezione civile regionale e il Genio Civile per mappare a imbuto l’intero quadrante. Nonostante l’operazione costerà circa 50mila euro alle casse comunali, la macchina dei rilievi partirà nelle prossime settimane, prima delle festività natalizie.
Gli esperti utilizzeranno i Sondaggi elettrici verticali (Sev), impulsi elettrici non invasivi capaci di generare una radiografia millimetrica del terreno fino in profondità, svelando cavità nascoste, vecchie infiltrazioni e la reale entità della frana.
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