Il sostituto procuratore di Agrigento, Annalisa Failla, ha dissequestrato l’area della nascente sede universitaria di via Atenea, a dieci mesi dal crollo del muro di cinta all’interno del cortile dell’edificio, e restituendo l’immobile all’Università di Palermo, proprietaria del bene, ha sollecitato l’avente diritto alla effettuazione immediata dei lavori di messa in sicurezza della struttura dell’ex ospedale di via Atenea.
«Alla luce della situazione di concreto pericolo per l’incolumità pubblica, è necessario che vengano effettuati immediatamente degli interventi urgenti finalizzati a scongiurare crolli di ulteriori porzioni dell’immobile e che vengano, pertanto, avviati i lavori per il ripristino dei luoghi», scrive nel decreto il magistrato. La decisione di dissequestrare l’area è arrivata a conclusione dell’incidente probatorio.
L’ingegnere Fabio Neri, incaricato dal gip del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha chiarito in aula che «le cause del crollo sono da ricondurre allo scavo propedeutico alla realizzazione della fondazione dell’ascensore e della passerella in acciaio per collegare la corte inferiore con il vicolo Ospedale. Ma possono avere rappresentato anche una concausa le piogge verificatesi nei giorni precedenti con il picco nella giornata del 15 maggio». Complessivamente sono 12 le persone indagate, mentre 7 le parti offese, assistiti dagli avvocati Teres’Alba Raguccia e Graziella Vella.
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