Sanvito sbotta: senza pubblico niente calcio

CASTELTERMINI. Molto probabilmente a partire dal 25 gennaio 2021 ricomincerà il Campionato di Eccellenza, che si è fermato causa pandemia, il 25 ottobre scorso. Il Presidente del Casteltermini calcio, Salvino Sanvito ha espressamente detto che la compagine granata prenderà parte al campionato di Eccellenza soltanto se sarà consentito ai tifosi l’accesso allo stadio.

“Noi non siamo intenzionati a ripartire se non si aprono gli stadi al pubblico – dice. Siamo già stati penalizzati abbastanza in questo inizio di stagione avendo pagato già per intero la quota di iscrizione al campionato e non avendo ricevuto un centesimo dagli incassi. Il Casteltermini è una società che programma la propria stagione e manda avanti il proprio progetto sportivo anche e soprattutto attraverso gli incassi domenicali provenienti dai tifosi. Una società di un piccolo paese come il nostro si basa su questo e nonostante ciò abbiamo onorato al meglio questo scorcio di campionato”.

Il patron intende precisare anche che pretende il regolare svolgimento del campionato disputando sia i match di andata che di ritorno, prolungando eventualmente la fine del torneo. “È giusto dare al calcio, soprattutto dilettantistico – aggiunge – la giusta importanza che riveste a livello sociale ed economico. Quindi è giusto disputare il Campionato in maniera normale, disputando cioè tutte le 30 giornate in programma (di cui 6 già disputate)”.

Sanvito non mette in dubbio la gravità del momento ma contesta la superficialità con la quale è stata affrontata la questione dai vertici federali. “Siamo profondamente dispiaciuti per le famiglie castelterminesi colpite da questo virus – aggiunge Sanvito.

Il patron del Casteltermini parla anche di obiettivi: “Noi abbiamo sempre inseguito la salvezza tranquilla. Come prima esperienza in assoluto in Eccellenza non possiamo pretendere di più. Abbiamo già fatto sforzi enormi per portare avanti la barca da agosto ad oggi senza l’aiuto economico del Governo nazionale. Il calcio dilettantistico – conclude – è allo sbaraglio, abbandonato da tutti i “governanti”.