Fede, storia e memoria si sono intrecciate durante la Festa di Santa Rosalia 2026 a Santo Stefano Quisquina, dove la presenza del Gruppo Storico Abatellis Branciforti Conti di Cammarata – Duchi di San Giovanni Gemini ha richiamato le antiche relazioni tra le grandi casate nobiliari siciliane e l’antica venerazione della Santuzza.
Al centro delle celebrazioni il busto reliquiario d’argento che custodisce due importanti reliquie della Santa, ricevuto nel 1625 dal principe Ventimiglia pochi mesi dopo il ritrovamento dell’Eremo della Quisquina.
La Presidente degli Abatellis Branciforti Irene Catarella ha offerto una riflessione sulla figura della Santa, definendola un simbolo di straordinario coraggio femminile. “Rosalia”, ha ricordato Irene Catarella, “sceglie liberamente di essere sposa di Cristo, opponendosi ai progetti del padre che le voleva imporre un matrimonio combinato e abbandonando ogni privilegio terreno per rifugiarsi nella grotta della Quisquina. Una scelta di libertà e fede che continua a parlare a tutti, soprattutto alle nuove generazioni, e che rende ancora attuale la sua testimonianza”. Il legame degli Abatellis Branciforti con i Ventimiglia e con i nobili antenati stefanesi, attraverso Federico II Abatellis Ventimiglia e Margherita Abatellis Branciforti, rafforza il valore storico della loro presenza alla festa.
Il Sindaco Francesco Cacciatore ha ricordato come la devozione verso Santa Rosalia appartenga al patrimonio spirituale dell’intera cittadinanza, tramandata di padre in figlio e capace ancora oggi di mantenere vivo il senso di appartenenza della comunità .
La Presidente del Comitato dei Festeggiamenti di Santa Rosalia 2026 Giovanna Ferraro, prima donna nella storia a guidare l’organizzazione della festa, ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita delle celebrazioni, sottolineando il valore della collaborazione e della partecipazione popolare.
L’arciprete di Santo Stefano Quisquina Don Giuseppe Alotto ha invitato i fedeli a invocare l’intercessione di Santa Rosalia affinché continui ad accompagnare le famiglie e la comunità con la sua protezione.
Applausi anche per la tradizionale cavalcata, con cavalieri di ogni età . Tra i momenti più intensi il saluto di Andrea, giovanissimo devoto che, a nome di tutti i fedeli della Santuzza, ha letto una sua lettera, esprimendo gratitudine per la protezione che Santa Rosalia continua a donare alla comunità , sentendola vicina, “una di famiglia”.
Una festa, organizzata magistralmente dal Comitato, che, ancora una volta, ha unito storia, spiritualitĂ e tradizione popolare nel ricordo della patrona di Santo Stefano Quisquina.
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