Rivolta a Lampedusa, arriva il Garante  Hotspot saturo, trasferiti 50 migranti

Arriva il Garante a Lampedusa. La rivolta di venerdì sera ha sollecitato una visita che era in realtà già prevista. Il Garante nazionale delle persone detenute o private della libertà personale, scrive il GDS,  aveva da tempo programmato un sopralluogo all’hotspot  per verificare in che modo le autorità locali e nazionali hanno ritenuto di affrontare le criticità in passato più volte segnalate.

“Il recente suicidio di un ospite della struttura e poi i disordini verificatisi nelle ultime ore rendono ancora più opportuno – sottolinea una nota – un sopralluogo del Garante nazionale sull’isola”. E mercoledì mattina saranno rese note impressioni ed esiti della visita e sarà fatto il punto della situazione sulle strutture di privazione della libertà dei migranti irregolari presenti in Italia.

Venerdì sera è successo di tutto: prima la lite tra due tunisini sfociata in contesa tra due fazioni, poi l’accoltellamento di uno di loro ferito alla testa di striscio, quindi nella baraonda l’azione a colpi di sassi contro le forze dell’ordine che presidiavano l’hotspot, con un carabiniere centrato alla testa che se l’è cavata con un ematoma e qualche giorno di prognosi.

Una rivolta, quella nel centro di Lampedusa, che fa risalire di nuovo la tensione nell’isola, dove dall’inizio dell’anno si registra una escalation di episodi. Il sindaco Totò Martello si recherà a Roma per cercare di sensibilizzare il Viminale ad accelerare le procedure di trasferimento, perché proprio i ritardi sarebbero alla base delle continue tensioni all’interno dell’hotspot.
Ad accendere gli animi venerdì sera nell’hotspot, come riferito da alcuni testimoni, sarebbe stata la contesta per una donna. Due tunisini di 34 e 23 anni, giunti sull’isola da pochi giorni, hanno cominciato a litigare, quando uno dei due ha sferrato la coltellata al rivale ferendolo alla testa; gli altri ospiti della struttura, già nervosi per i ritardi nei trasferimenti, si sono divisi in due gruppi contrapposti. Alcuni di loro poi hanno raggiunto una collinetta all’esterno del centro da dove hanno lanciato sassi contro le forze dell’ordine che stavano separando i migranti all’interno della struttura.
Solo nella tarda serata la protesta, che ha coinvolto 250 tunisini, è rientrata. Ieri in 50 sono stati trasferiti a Porto Empedocle (Ag) con la nave di linea Paolo Veronese. “Siamo alle solite – accusa il sindaco di
Lampedusa – la storia si ripete. Non è possibile tenere così tanti tunisini nel centro e utilizzare l’intera isole come un hotspot. Se la legge dice che non possono uscire dalla struttura non dovrebbero potere girare liberamente per strada”.

Il clima sull’isola è pesante da settimane. Sempre ieri alcuni migranti hanno tentato di imbarcarsi sulla nave per Porto Empedocle (Ag) ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. I danneggiamenti alle case utilizzate dai turisti durante il periodo estivo si susseguono di giorno in giorno. Quattro giorni fa un tunisino di 21 anni è stato fermato dalla squadra mobile di Agrigento perché è indiziato di duplice tentativo di omicidio. La notte di Capodanno, dopo una lite nell’hotspot, l’uomo, armato di coltello, avrebbe tentato di uccidere un connazionale con il quale aveva avuto un diverbio; un terzo tunisino ha cercato di contrapporsi tra i due ed è stato ferito a un gluteo. Anche la vittima predestinata, che era riuscita a scappare, è stata poi accoltellata alla schiena.

I poliziotti, sono riusciti a identificare il presunto responsabile grazie ad alcune testimonianze. All’inizio di gennaio un tunisino è stato trovato impiccato in un casolare vicino al centro di accoglienza. Il giovane era sbarcato a
Lampedusa lo scorso 30 ottobre e qualche giorno dopo gli psicologi avevano consigliato il suo trasferimento dall’isola per i chiari segni di disagio psichico.